Agente penitenziario salva neonata di una detenuta

Milano (Libero - Lorenzo Gottardo), 4 dicembre 2019

Il poliziotto eroe dell'Icam premiato anche dal governo

Se non fosse stato per la sua prontezza di riflessi quella bambina di appena un mese non sarebbe sopravvissuta. Sarebbe probabilmente morta tra le braccia della sua mamma in attesa di un supporto medico che a quell'ora è assente presso l'Istituto a custodia attenuata per detenute madri di via Macedonio Melloni. E invece la piccola è ancora viva perché l'assistente capo della Polizia penitenziaria, Rinaldo Ruggiano l'ha presa con sé e si è messo a correre verso il pronto soccorso del vicino ospedale Melloni permettendo al personale sanitario di salvarle la vita.
Oggi Rinaldo, 46enne, originario di Sant'Agata dei Goti, Provincia di Benevento, viene considerato come un eroe dai propri superiori e rappresentanti sindacali. La sua storia, poco a poco, si è fatta strada fino a raggiungere il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che, a fine novembre 2019, lo ha chiamato al telefono per fargli i complimenti di persona. Poche parole, ma cariche di significato e apprezzamento: "Complimenti è stato bravissimo a comportarsi così".
Eppure, quando lo scorso 11 ottobre 2019 Ruggiano si è trovato davanti una situazione disperata, ha dovuto mettere da parte il regolamento e agire d'istinto per trovare una soluzione. Quel venerdì sera l'assistente capo 46enne era di turno presso la portineria dell'Icam quando, verso le 21 circa, è arrivata una chiamata d'emergenza per segnalare come la temperatura corporea di una bambina di soli 40 giorni, figlia di una detenuta straniera di 35 anni, si fosse pericolosamente alzata a causa della febbre. La situazione avrebbe richiesto un supporto sanitario che però, all'interno della struttura, non è più disponibile nelle ore pomeridiane. La situazione però si è aggravata in fretta: Rinaldo Ruggiano ha visto la detenuta correre verso di lui urlando disperata con la bambina in braccio che non respirava più e, anzi, iniziava ad avere le labbra di un colore violaceo, capita la gravità di ciò che stava accadendo, ha agito con decisione, ha preso tra le braccia la piccola, ha dato disposizioni a un collega di turno, affinché i cancelli dell'Icam restassero chiusi per impedire la possibile fuga di altre detenute, e poi si è immediatamente diretto verso il pronto soccorso del Melloni, arrivando appena in tempo per permettere ai medici di salvare con l'iperventilazione ossigenata la bambina.
I primi a complimentarsi con Rinaldo sono stati i medici stessi quando lo hanno informato che, grazie al suo intervento, la piccola era ormai fuori pericolo; poi è giunto il tempo dei colleghi e delle note ufficiali sugli organi d'informazione della Polizia penitenziaria; infine, la chiamata del ministro Bonafede. L'assistente capo Ruggiano è stato definito da molti come "un eroe, uno di quelli sempre pronti ad affrontare problemi e situazioni difficili". Lui però è rimasto umile, consapevole di ciò che ha fatto e di un'altra importante verità spesso dimenticata: "Gli eroi sono quei colleghi che lavorano ogni giorno con il massimo della professionalità in realtà anche difficili e pericolose, ma sempre conservando quell'umanità di cui la Polizia penitenziaria non può fare a meno".