Visione del verde

Linee di indirizzo strategico per la riforma della gestione del verde della città di Milano.

Le linee di indirizzo strategico, che rappresentano una visione comune che mobilita e orienta le energie, le risorse economiche e umane sia interne che esterne all'amministrazione, sono descritte nel seguente decalogo:

1. Gli spazi verdi sono patrimonio della città e sono asse fondante della qualità della vita urbana: spazi pubblici esistenti e futuri si integrano con i giardini e gli spazi privati, con la campagna e con le acque, con le cascine, gli spazi agricoli, il verde nelle scuole e gli spazi per la libera fruizione in un unico sistema che dà forma alla città integrandola con la metropoli.

2. Ogni tipo di spazio verde, pubblico e privato, forma un patrimonio che contribuisce al benessere dei cittadini/e e alla qualità estetica della città, un bene comune da sviluppare attraverso un processo di governance coordinato dall'Amministrazione Comunale. Investire sul verde, sulla vivibilità degli spazi, la loro piacevolezza e fruibilità è una scelta consapevole di welfare metropolitano, che considera il verde un servizio vitale per i cittadini/e.

3. Milano deve accrescere, tutelare, configurare, curare e recuperare il proprio patrimonio di aree verdi guardando oltre i confini amministrativi. Lo sviluppo del verde deve essere programmato in ambito metropolitano, sovra comunale e con orizzonte temporale di lungo periodo. Occorre unire una visione sistemica di tutto il patrimonio verde alla capacità di progettazione territoriale fino alla singola microprogettazione.

4. Lo sviluppo del verde richiede una visione sistemica del paesaggio, nel rispetto delle sue diversificazioni, basata sulle interconnessioni ecologiche e sul collegamento fisico del verde esistente attraverso percorsi lenti e acque. La figura di Milano Verde è aperta e inclusiva, è formata da un sistema di aree verdi urbane centrali connesso dal disegno della città storica e da quattro grandi  aree di parchi metropolitani: Il Parco Nord e le sue estensioni, il Fiume Lambro Milanese connesso al PLIS Media Valle Lambro, Il Parco sud con le sue teste di ponte urbane, il sistema dei parchi dell’Ovest. Il verde rompe il cerchio della città costruita, supera i confini, disegna la città del futuro. 

5. Visione e gestione del verde di Milano si basano sulla valorizzazione, sulla riscoperta, sulla riconnessione di uno straordinario patrimonio già disponibile che occorre solo rendere visibile, fruibile e accessibile (considerando anche usi temporanei). SI riconosce il valore storico del verde, valorizzando e tutelando la preziosità dei giardini storici e degli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione 

6. Visione e  gestione del verde si fondano sul riconoscimento di una  pluralità di soggetti che partecipano allo sviluppo del verde in forma diretta e indiretta, attraverso risorse creative, saperi e capacità di cura diffuse. Una buona governance si basa sulla qualità partecipativa del processo di condivisione e continua implementazione di tale visione sotto il  ruolo di regolatore dell’amministrazione comunale centrale e delle Zone di decentramento in concorso con altri Enti competenti sul territorio e sulla sussidiarietà pubblico-privata. Esempi di questo modello sono la compartecipazione dei cittadini nella gestione delle aree verdi, con il piano strategico del distretto rurale di Milano,  gli orti urbani, la gestione diretta di associazioni e  imprese agricole locali. La partecipazione diretta alla cura del verde di soggetti plurimi ha la finalità di ampliare i servizi offerti, instaurare una cittadinanza attiva che senta proprio il territorio, rinsaldando una relazione reciproca di fiducia e credibilità con l’Amministrazione. Si riconosce il potenziale della cura partecipata del verde per l’integrazione e il miglioramento della qualità della vita attraverso la ricucitura del tessuto umano nel suo territorio. 

7. La gestione dei grandi parchi è un terreno di sperimentazione della città metropolitana: prevede una regia ente/direzione + direttori dei poli/parchi periurbani così da garantire la necessaria vicinanza ai temi e ai problemi. Si persegue una unità del sistema dei grandi parchi evitando l’uniformità tra parchi

8. La realizzazione e la cura del verde milanese si fonda su principi agronomici e paesaggistici, nella scelta delle specie, delle piantagioni, nelle potature, finalizzati alla massimizzazione della biodiversità, alla diversificazione del paesaggio, al contenimento di costi di manutenzione, privilegiando specie perenni e specie in grado di fornire sostentamento e rifugio per la fauna urbana, nonché capacità auto depuranti ai corsi d’acqua al fine di coniugare sviluppo ed economia di gestione, decoro e bellezza.

9. Il verde dei parchi e il blu delle acque costituiscono per Milano un principio di identità cittadina irrinunciabile: Milano permeata da un grande sistema di parchi attraversati dalle acque dei navigli, dei suoi fiumi (Olona, Seveso, Lambro settentrionale e Lambro meridionale), delle aste principali del reticolo idrico minore (Vettabbia, Ticinello, etc), risanati e sicuri, dei fontanili e dei laghi di cava opportunamente recuperati,  si sviluppa senza consumare suolo e torna ad essere una città abitabile. Si riconosce il ruolo fondamentale delle aree verdi nel drenaggio urbano e per l’assorbimento delle acque piovane

10. Ripensare allo sviluppo di Milano attraverso il verde e le acque significa innescare una rivoluzione dolce che pone l’ambiente al centro di politiche per il futuro della città e dei cittadini, inclusi quelli con disabilità. Questa rivoluzione dolce considera il silenzio, lo spazio libero per il libero uso, il refrigerio, la qualità dell’aria, la possibilità di muoversi in sicurezza e nel verde come fattori di qualità della vita e del lavoro e dunque di sviluppo e competizione internazionale. Milano sarà la città della rivoluzione verde, la rural GreenCity del dopo Expo 2015

Le suddette linee di indirizzo saranno il riferimento per approfondire e sviluppare tutte le future tematiche relative al verde, proseguendo la collaborazione con le eccellenze milanesi già coinvolte per sviluppare singolarmente i concetti condivisi;

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