Una vacanza tra i boschi e i laghi della città

In bicicletta da Boscoincittà al Parco delle Cave fino al Parco di Trenno

Si può partire dalla fermata della MM1 S. Leonardo. Da qui si percorre per via Fichera fino a via Cilea dove si svolta a destra, al passaggio pedonale si attraversa, si imbocca la stradina sterrata e dopo l’inizio dell’asfalto si gira alla prima a destra. Si oltrepassa una sbarra metallica rossa e si imbocca lo sterrato: d’ora in poi non si incontreranno più auto. I campi agricoli attorno hanno geometrie regolari e orizzonti ampi, lo spettacolo in aprile e in maggio è arricchito dalle risaie allagate. Si prosegue in direzione ovest fino al canale deviatore dell’Olona: a questo punto ci si trova all’interno del Boscoincittà.

Procedendo verso nord si incontra il giovanissimo bosco di querce, carpini, noccioli e altro, piantato pochi anni fa. Si consiglia di visitare anche la zona umida, realizzata recentemente per creare un nuovo habitat di interesse naturalistico nel parco. Una recinzione delimita l’area degli orti urbani Violè e Maiera, costruiti con la peculiare modalità prevista dal bando: gli ortisti costruiscono anche le parti comuni oltre a dedicarsi alla loro particella. Poi si torna a percorrere in direzione sud il sentiero che costeggia il canale deviatore: sullo sfondo del paesaggio agricolo c’è l’abitato di Trenno e, oltre la schiera di condomini, si intravede la sagoma dello stadio Meazza. In alternativa alla riva assolata del deviatore, ci si può inoltrare nel bosco e percorrere il sentiero che segue il tracciato dei fontanili asciutti Spinè e Giuscano per giungere nei pressi del lago che, nonostante l’apparenza, è artificiale ed è stato scavato nel 1995, lasciando un’isola inaccessibile, colonizzata spontaneamente da piante e animali.

A sud del lago si imbocca la strada acciottolata verso est che conduce davanti alla bellissima e imponente Cascina San Romano, sede del CFU (Centro Forestazione Urbana). In fondo alla strada si incontrano altri orti: se c’è qualcuno degli ortisti al lavoro vale la pena di fare una chiacchierata, per raccogliere interessanti racconti sul territorio. All’altezza di Cascina Belgiojoso si percorre un sentiero che conduce fino al “ponte blu”, ciclopedonale sulla via Novara, che consente di raggiungere la via Caldera fino a costeggiare l’omonima cascina in corso di restauro e si imbocca l’ingresso nord del Parco delle Cave, noto per la ricchezza d’acqua e la sua vastità. Entrando si incontra un primo armonico e suggestivo specchio d’acqua attrezzato per la sosta, dominato sullo sfondo da un bel filare di pioppi cipressini; dietro, una vasca d’acqua triangolare simbolo di antichi utilizzi di queste aree agricole con i prati marcitoi.

Giunti all’ingresso del parco di Quarto Cagnino, si prosegue ancora verso sud. Si può percorrere la strada principale arrivando ai campi agricoli della Cascina Linterno con le sue antiche marcite, oppure deviare a destra sul sentiero naturalistico che si inoltra nella boscaglia, costeggia il sistema di chiuse settecentesco “Tri Baselon” e offre scorci suggestivi sulla Cava Casati. Da entrambe le vie si raggiunge la zona umida, ricca di flora e fauna igrofile e, dopo averla attraversata, ci si ritrova sulle sponde della Cava Cabassi. All’uscita su via Forze Armate, si consiglia di dare uno sguardo alla vasca d’acqua, creata per evocare un elemento così importante in questo parco. Concluso il giro del Parco delle Cave è possibile raggiungere la fermata di Bisceglie della MM1 oppure tornare verso il “ponte blu”, riattraversarlo e, questa volta, proseguire sulla pista ciclabile verso il Parco di Trenno, che è nato nel 1971 su un terreno agricolo e ospita un’oasi anacronistica di ordine e serenità: il cimitero inglese creato nel 1945.

Dal borgo di Trenno si raggiunge facilmente la fermata della metropolitana MM1 Bonola o MM1 San Leonardo.

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