A piedi nel cuore verde di Milano

Dal Giardino Perego ai Giardini Pubblici Indro Montanelli

La passeggiata ha inizio nella bella via dei Giardini dove troviamo il Giardino Perego, un grazioso giardino storico in “stile inglese”, che fu trasformato negli anni ‘50 in parco pubblico. Il progetto originario, dell’Arch. L. Canonica, risalente al 1700, era in stile formale. Il sapore romantico del luogo è sottolineato dalle graziose sedute in roccaglia lungo il sentiero bordato da aiuole fiorite e ombreggiato da alcuni interessanti esemplari arborei di aceri, tassi e da una Magnolia grandiflora e un Celtis australis di notevoli dimensioni. Accanto allo spazio giochi si nota una statua di Vertunno, opera tardo settecentesca di G. Rusco. Uscendo a sinistra si prosegue in via dei Giardini fino a piazza Cavour, dove si affaccia l’edificio progettato da G. Muzio per ospitare le redazioni delle principali agenzie di stampa.

Si imbocca via Senato, che corre sopra la cerchia del Naviglio, fino all’altezza del n.14 dove ha sede la Fondazione Biblioteca di Via Senato, all’interno un piccolo lembo del giardino settecentesco, oggi palcoscenico del “Teatro di Verdura”. Proseguendo si incontra il Palazzo del Senato (eretto nel XVII secolo da F. Mangone, con facciata di F. Richini), oggi sede dell’Archivio di Stato, davanti al quale si trova la monumentale scultura “Mere Ubu” donata nel 1973 dall’artista Joan Mirò. Percorrendo via Marina con i famosi “Boschetti”, disegnati nel XVIII secolo da G. Piermarini, si raggiunge via Palestro e, a sinistra, l’ingresso del Giardino di Villa Belgiojoso, ex Giardino della Villa Comunale, uno stupendo esempio di giardino “all’inglese” progettato alla fine del 1700 da L. Pollack, allievo del Piermarini, e restaurato nel 1999. È riservato ai bambini e agli adulti che li accompagnano. All’ingresso del giardino alcune specie arboree di rilievo come il falso loto (Diospyros lotus) e l’albero del caffè (Gymnocladus dioica).

Sulla destra si apre la prospettiva verso l’ampia distesa a prato che fronteggia la neoclassica facciata della villa, ora sede della Galleria d’Arte Moderna (GAM). Percorrendo il sinuoso sentiero che fiancheggia il laghetto centrale si scorge l’isolotto con al centro il Tempietto circolare dedicato ad “Amore”, opera settecentesca di E. Silva.

Si attraversa poi la parte più segreta e ombreggiata del giardino e si incontrano una serie di “follie” secondo la moda del periodo in forma di rovine, fino a giungere nella parte che confina con il Padiglione di Arte Contemporanea (PAC) progettato dall’Arch. I. Gardella nel 1954, ai due gruppi scultorei di A.Wildt e di F. Melotti. Di fronte al Giardino Belgiojoso si trova l’ingresso principale dei Giardini Pubblici Indro Montanelli, primo esempio di parco cittadino per uso pubblico, progettati alla fine del ‘700 dall’Arch. G. Piermarini con impianto alla “francese”, rivisitati in stile paesaggistico dall’Arch.G. Balzaretti a metà del 1800 e poi completati dall’Arch. E.Alemagna.

I giardini includono significative presenze arboree, come la monumentale metasequoia (Metasequoia glyptostroboides), un filare di ippocastani (Aesculus hippocastanum), un cipresso calvo sulle rive del laghetto (Taxodium distichum) e un platano centenario vicino alla statua dedicata al giornalista Indro Montanelli verso l’ingresso da piazza Cavour. Il parco include Palazzo Dugnani, realizzato nel 1600, il Museo Civico di Storia Naturale progettato nel 1892 da G. Ceruti; il Planetario Ulrico Hoepli, progettato dall’Arch. P. Portaluppi nel 1929, e il Padiglione del Caffè, realizzato dall’Arch. G. Balzaretti, detto “il Balzaretto”, ora sede di una scuola materna.

Uscendo dal parco, si attraversa corso Venezia giungendo in via Mozart dove è possibile visitare il giardino di Villa Necchi.

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