Scuole dell'infanzia: l'offerta

La scuola dell'infanzia si presenta, quale primo segmento del percorso scolastico, come comunità attiva aperta al territorio e alle famiglie con cui esercita la corresponsabilità educativa, basata sul riconoscimento dei reciproci ruoli e sul vicendevole supporto, e promuove pratiche volte a perseguire comuni finalità educative.

Il progetto pedagogico e curricolare della scuola dell’infanzia si basa sui principi della Costituzione e della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, sulle “Linee di indirizzo pedagogiche dei Servizi all’Infanzia 0/6”, sulle ricerche di settore e sulla storia delle scuole, su una visione comune del bambino, del genitore, dell’educatore, ponendo attenzione alle dimensioni corporee, relazionali, affettive, sociali, cognitive delle bambine e dei bambini, senza anticipazioni e didatticismi.

Le scuole dell'infanzia del Comune di Milano promuovono:

  •  il pieno sviluppo della persona umana,
  •  l'uguaglianza delle opportunità educative e formative,
  •  il superamento di ogni forma di discriminazione,
  •  l'accoglienza e l'inclusione,
  •  la valorizzazione della pluralità delle culture familiari, linguistiche, etniche e religiose,
  •  la partecipazione attiva delle famiglie,
  •  l'apertura al territorio.

Un percorso educativo e curricolare che è fatto di apprendimenti, connessioni, culture organizzative, professionalità, reti e relazioni di vita quotidiana, di bambini e adulti in ambienti educativi di qualità.

Le principali finalità della Scuola dell’Infanzia in relazione ai bambini riguardano l’identità, l’autonomia, le competenze e  la cittadinanza.

Nelle scuole dell’infanzia milanesi tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazione, di esperienza e di apprendimento attento a garantire la qualità grazie all’impegno quotidiano degli educatori e al dialogo sociale sia con le famiglie che con la comunità allargata. Tutti i nostri servizi, con le loro specificità distintive, si configurano dunque come contesti intenzionalmente predisposti dagli adulti per prendersi cura dei bambini valorizzandone l’individualità di soggetti attivi e autonomi, impegnati in continui processi d’interazione con i pari, con gli educatori, con l’ambiente e con la cultura del nostro tempo.

Questa fase riguarda i primi giorni dell’anno educativo e assume un’importanza cruciale affinché tutti gli attori coinvolti (famiglia, bambino, educatori) possano vivere serenamente il proprio percorso all'interno del servizio.

Le fasi iniziali di frequenza e conoscenza richiedono al bambino la capacità di adattarsi a una nuova situazione, modificando gli equilibri esistenti e creandone di nuovi che porteranno a stabilire relazioni con adulti e compagni diversi dalle figure familiari. Da qui deriva l’importanza di favorire gradualità e ritualità, con un’attenzione stretta ai tempi di ambientamento individuale.

Nei primissimi giorni, la frequenza a scuola è ridotta a poche ore in presenza del genitore, per facilitare la scoperta dell’ambiente e un primo approccio relazionale con le educatrici e i bambini della sezione. Nei giorni successivi l’orario viene gradualmente prolungato fino al dopo pranzo, prevedendo l’uscita del genitore dalla sezione.

La permanenza del genitore a scuola in questi momenti di attesa e passaggio, in uno spazio pensato per la sua accoglienza, favorisce la conoscenza del servizio e di altri genitori.

Nell’arco di due settimane il bambino riesce generalmente ad ambientarsi al nuovo contesto.

A partire dalla terza settimana, gli educatori – mediando tra il bisogno del bambino e le esigenze della famiglia – concordano con i genitori il prolungamento del tempo di permanenza a scuola

Nelle Scuole dell’Infanzia del Comune di Milano, i momenti di cura vengono valorizzati a pieno partendo dal presupposto che rappresentino occasioni d’importanza equivalente a tutte le attività didattiche (queste ultime rischiano sempre di essere considerate, a torto, prioritarie per lo sviluppo cognitivo dei bambini).

Proprio a partire dalla considerazione dei momenti di cura come basi per lo sviluppo dell’autonomia e dell’identità da parte dei bambini si offre loro la possibilità di strutturarsi ed evolvere in tal senso, sostenendo una messa in gioco costruttiva anche nel gioco e nelle esperienze didattiche proposte dagli adulti.

La cura assume una connotazione educativa vera e propria: anche le azioni più semplici come imparare a lavarsi le mani senza bagnarsi, richiedono ai bambini da 3 a 6 anni autocontrollo, attenzione e strategie cognitivo-relazionali che sedimentano giorno dopo giorno, grazie alla riproduzione di sequenze presidiate nei più piccoli dettagli.

Il momento del pranzo ha una valenza specifica perché sottolinea l’importanza della convivialità. La presenza sempre più massiccia di bambini provenienti da altri paesi lo rende inoltre un’ottima occasione per trasmettere, attraverso azioni concrete, l’idea della diversità come ricchezza. L’educatore, attraverso le proprie pratiche, accompagna il bambino nel rispetto del cibo e delle particolarità culturali, l’importanza dell’igiene alimentare e la valenza sociale dello stare a tavola.

Il momento del sonno o del rilassamento è offerto a quei bambini che ne esprimono necessità. È lo spazio-tempo della distensione, della privacy, della tranquillità. Costituisce un momento delicato, poiché ricorda e richiama più di altri l’ambiente familiare; è carico di affettività ed emotività: ciò rende fondamentale l’attenzione da parte degli educatori a garantire un ambiente caldo e un clima rassicurante.

La giornata educativa è strutturata in modo pensato e prevedibile per i bambini su una successione di tempi, coordinati tra loro per rispondere al meglio ai bisogni dei piccoli accolti alla Scuola dell’Infanzia. Si alternano momenti di cura, di gioco e di attività più strutturata; tempi dell’azione, del pensiero, dell’attesa.

Per il benessere dei bambini a scuola è fondamentale la ricerca di un equilibrio tra i tempi istituzionali e i loro ritmi naturali.

Nella Scuola dell’Infanzia dev'essere promosso un uso qualitativo del tempo attento ai ritmi e ai bisogni sia individuali che di gruppo, in cui anche l’attesa acquista un valore educativo, perché permette il sedimentarsi di esperienze e favorisce l’immaginazione.

Si riporta di seguito un esempio di giornata tipo nelle Scuole dell’infanzia:

7:30 alle 9:20 accoglienza e giochi
9:20-11:30 suddivisione dei bambini in gruppi – attività di inter-sezione, per fascia di età e/o attività laboratoriali programmate negli spazi predisposti
11:30-12:30/13:00 riordino, momento di igiene personale e pranzo
13:00-15:45/16:00 riposo e/o prosieguo delle attività. 
16:00 – 16:30 merenda
16:30 -17:30 esperienze di gioco pomeridiane
17:30 – 18:00 uscita.

L'articolazione della giornata è in funzione dei bisogni dei bambini e prevede un’alternanza di ritmi e riti, da momenti di attività a quelli di riposo, a seconda delle diverse età e dei bisogni individuali.

La disabilità e la difficoltà sono categorie generali, di significato pedagogico, oltre che sociale e culturale, che impegnano le Scuole dell’Infanzia nel rispetto delle biografie personali, nella valorizzazione dei talenti, nella presa in considerazione dei bagagli d’esperienza e conoscenza dei singoli bambini e delle loro famiglie.

È previsto l'ampliamento dell'organico di ciascuna scuola con insegnanti di sostegno in presenza di bambini certificati ai sensi del DPCM n°185/06.

Le sezioni delle scuole dell’infanzia sono formate da 27 bambini, le sezioni con presenza di bambini disabili sono a 25 bambini.

Per ciascun bambino disabile viene predisposto, come previsto anche dalle recenti “Linee guida sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità” (M.I.U.R., agosto 2009), un Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.)

La stesura del P.E.I. coinvolge tutte le educatrici della sezione in cui è inserito il bambino e l’educatrice di sostegno.

Il P.E.I. (Progetto Educativo Individualizzato) si sviluppa a partire da un primo momento di osservazione del bambino, così da stabilire i principali obiettivi da raggiungere nel tempo sulla base delle sue risorse e potenzialità. È uno strumento flessibile, che può essere modificato nelle finalità e/o nelle linee metodologiche; questo in qualsiasi momento si ritenga opportuno nell'’interesse del bambino.

Tale documento segue l’evoluzione del piccolo e il suo percorso fra i diversi ordini di scuola, definendo le linee operative globalmente adottate per la sua integrazione.

Il P.E.I. si snoda fra tutte le aree fondamentali del progetto didattico, di socializzazione e riabilitativo, raccogliendo idee e azioni che sono esito di un dialogo aperto tra tutti gli attori a sostegno del soggetto in difficoltà. Ad esso, infatti, collaborano attivamente enti territoriali, specialisti, famiglia e operatori del servizio.

Risulta fondamentale ricordare che il primo obiettivo di un servizio nei confronti del bambino con disabilità o in difficoltà consiste nell’inclusione. Ciò significa riconoscimento, accettazione e conferma della sua individualità come risorsa.

Parlare di contesti come risorsa educativa significa non solo riferirsi alla strutturazione degli spazi, ma anche alla qualità delle relazioni interpersonali che si sviluppano al loro interno.

Ogni struttura possiede caratteristiche diversificate, il collegio degli educatori si attiva per valorizzare al meglio le risorse esistenti e offrire opportunità alternative negli spazi esistenti.

L’organizzazione degli spazi e dei materiali è correlata all’impostazione metodologica che caratterizza ogni singola scuola. Alcuni punti d’attenzione fondamentali e comuni, sono:

  • la coerenza tra i principi teorici dichiarati e le scelte attuate in merito alla suddivisione degli spazi e all’organizzazione dei materiali;
  • l’allestimento di sezioni e laboratori con diverse tipologie di materiali/oggetti/strumenti, che possono trasformarsi e variare per favorire le esperienze dei bambini;
  • la collaborazione nella cura e nella manutenzione degli spazi e dei materiali stessi, che devono essere identificabili e corrispondere per qualità e quantità ai bisogni evolutivi dei bambini.

L’organizzazione degli spazi è concordata in sede di collegio, in modo da:

  • offrire ai bambini spazi che consentano di vivere esperienze significative, sia quotidiane che periodiche; 
  • permettere a tutti l’uso degli ambienti, stabilendo un insieme di regole co-costruite con i bambini che ne favorisca la piena fruibilità;
  • predisporre spazi laboratoriali multi linguaggi, frequentabili a rotazione da tutti i bambini della scuola.

 Il principio generale al quale si ispirano le scuole dell’Infanzia comunali è la funzione educativa che ricopre la struttura e non solo l'attività che in essa si svolge. Esiste una scuola materiale, l'edificio con la sua organizzazione spaziale interna ed esterna, e una scuola immateriale, l'insieme delle operosità che vi si svolgono: è la maggiore o minore armonizzazione tra queste due dimensioni che incide sull'efficacia della funzione educativa.

Le esperienze che i bambini vivono nelle Scuole dell’infanzia permettono l’approccio ed il coinvolgimento di tutti i loro sensi, sollecitano i loro apprendimenti in modo speciale, fantasioso, sperimentale, giocoso e soprattutto gioioso.

Continuità educativa, presupposto fondante dei Servizi all’Infanzia comunali milanesi, significa affrontare e fare proprio un progetto pedagogico unitario fondato sulla convinzione che l’educazione dell’individuo sia insieme un fatto dinamico e complesso, che risente dell’interazione di diversi fattori e dunque deve essere concepito in una prospettiva ecologica.

La continuità educativa va dunque costruita attivando percorsi di confronto e contagio tra ogni famiglia e i servizi e tra i servizi nel loro insieme: la sua logica richiede che gli educatori condividano una cultura pedagogica, obiettivi e metodologie, pur tenendo conto della diversa maturità dei bambini e delle fasi del loro sviluppo nei vari cicli.

La continuità è costruita guardando avanti, ma senza dimenticare di voltarsi indietro, perché è importante conoscere e sapere di quel bambino, dare parole alla sua storia conoscendola dall’inizio.

La famiglia, il Nido, la Sezione Primavera, la Scuola dell’Infanzia, la scuola Primaria contribuiscono quindi alla costruzione dell'idea educativa di continuità dialogando con tutti i soggetti coinvolti nel processo di crescita e individuando modalità di collaborazione e condivisione.

Per garantire interventi educativi coerenti e armonici occorre programmare percorsi comuni e confrontabili che prevedano il confronto tra tutti gli adulti, l’interazione tra i bambini, lo scambio d’informazioni, la conoscenza e il confronto dei progetti educativi dei servizi coinvolti e la documentazione/verifica del percorso effettuato, per contrastare il rischio di frammentazione degli apprendimenti e delle esperienze, la sovrastimolazione casuale, la difficoltà a identificare il senso delle esperienze e a riflettere su di esse.

La continuità assume, dunque, il valore e il significato di filo conduttore e ponte tra le diverse istituzioni educative e con le altre occasioni culturali e sociali presenti sul territorio con cui i bambini e le bambine interagiscono.

I pasti sono assicurati da Milano Ristorazione S.p.A., dotata di una propria Carta dei Servizi.

In ogni servizio sono previsti:

  • il pasto
  • la merenda, solo per i bambini che frequentano oltre le ore 16,15.
  • diete differenziate, in presenza di particolari esigenze di salute, etiche, religiose.

Le tabelle dietetiche (da intendersi come “menù” e “diete speciali”) sono esposte all'albo della Scuola, mentre il ricettario con le grammature può essere visionato presso il centro cottura dal quale provengono i pasti, previo accordo con il Responsabile di Municipio.
Le grammature riportate nelle tabelle dietetiche sono stabilite ed approvate dall'ATS Città Metropolitana di Milano.
I Centri Cucina confezionano i pasti che sono trasportati, in appositi contenitori termici, a cura di Milano Ristorazione.
L’Amministrazione Comunale ha istituito uno specifico ufficio (Unità di controllo) per il costante e continuo controllo del cibo offerto ai bambini.

E’ previsto il contributo per la refezione scolastica.

L’iscrizione al Servizio di Refezione avviene contestualmente all'iscrizione del bambino al primo anno d'ingresso e rimane valido per l'intero periodo di permanenza nella Scuola dell'Infanzia.

Al momento dell'iscrizione le famiglie degli alunni già frequentanti (confermati) e dei nuovi iscritti, dovranno verificare ed, eventualmente, aggiornare i propri dati anagrafici.

Si precisa che, in caso di cambiamento di indirizzo in corso d'anno, le famiglie sono tenute obbligatoriamente a comunicare la variazione direttamente alla scuola e all'Ufficio Rette di Milano Ristorazione S.p.A.

Quota annua refezione: 
la quota annua prevista per il tempo pieno è di € 680,00.
Le famiglie degli alunni residenti nel Comune di Milano che chiedono di usufruire delle quote agevolate devono:

  • Ottenere la certificazione I.S.E.E in corso di validità con un valore compreso tra € 0,00 e € 27.000,00.Per ottenere la certificazione è necessario recarsi presso un C.A.F., una sede I.N.P.S. o presso i Municipi di decentramento del Comune di Milano;
  • Presentare la Certificazione I.S.E.E,  entro i termini dichiarati nella Nota Informativa "Un Posto a Tavola", alla Milano Ristorazione S.p.A., Ufficio Rette,  Via C. Matteucci, 1 - 20129 Milano, con le seguenti modalità:
  1.  Direttamente agli sportelli (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.00)
  2.  A mezzo posta raccomandata a.r.
  3.  A mezzo posta elettronica all’indirizzo: isee@milanoristorazione.it

Per maggiori informazioni si prega di prendere visione della Nota Informativa “Un posto a tavola”, pubblicata sul sito di Milano Ristorazione.

Note:

  • Per casi particolari di disagio socio-economico, l’utente può rivolgersi direttamente, oltre   che all’Ufficio Rette della Milano Ristorazione, anche presso gli Uffici del Servizio Coordinamento e Controllo Milano Ristorazione del Comune di Milano, via Porpora ,10 – Milano, nei seguenti giorni: mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.00.
  • Per la richiesta della gratuità e/o variazione della quota in corso d’anno, si consiglia di prendere visione delle indicazioni nella Nota Informativa “Un Posto a Tavola”, nella quale sono specificati i casi in cui si può presentare la domanda.

All'interno di ogni servizio collaborano, in sinergia, figure professionali con diversi ruoli, competenze e obiettivi specifici: dall'organizzazione della quotidianità con i bambini al coordinamento del lavoro di gruppo, dalla gestione dei rapporti con le famiglie a quelli con l’Amministrazione e con il territorio.

  Il collegio è l’insieme degli educatori con la Responsabile che agiscono, pur con compiti differenti, all'interno di ciascun servizio e che costituendosi come gruppo, si assumono direttamente la responsabilità della conduzione quotidiana del bambini. 

Nello svolgimento della propria attività, ogni operatore ha pieno rispetto dei diritti e degli interessi dei bambini.

In un'ottica di condivisione di responsabilità dell'educazione, formazione e crescita dei bambini è compito fondamentale delle famiglie partecipare e contribuire, insieme alla scuola, al percorso educativo e formativo dei propri figli.
In tal senso le scuole dell'infanzia comunali di Milano organizzano situazioni formali ed informali di coinvolgimento diretto dei genitori attraverso:

  • “open day”: nel periodo antecedente alle iscrizioni viene data la possibilità a tutti i genitori di visitare le scuole, in funzione della futura scelta;
  • incontri informativi con i genitori dei bambini nuovi iscritti prima dell’inizio della scuola e secondo necessità con tutti i genitori nel corso dell'anno scolastico;
  • incontri di presentazione del P.T.O.F. per illustrare alle famiglie il piano relativamente all’anno in corso e alla progettazione educativa triennale;
  • incontri tra genitori e insegnanti;
  • colloqui individuali;
  • il Consiglio di Unità Educativa composto dal Responsabile e dai rappresentanti dei genitori eletti, dal personale educativo, dal personale ausiliario e da un Rappresentante del Municipio.

In tal senso si rende effettivo il diritto-dovere delle famiglie di conoscere e condividere i percorsi educativi proposti, potendo analizzare e valutare le attività didattiche, i progetti e le tematiche che il collegio affronterà durante l'anno con i bambini, che in ogni caso dovranno risultare coerenti con “Le linee di indirizzo pedagogiche dei servizi all'infanzia 0/6” e “Le indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia” (2012).

Ciascuna scuola dell'infanzia predispone, condivide ed attua un Piano dell'offerta formativa (P.T.O.F.) che, con riguardo al triennio di riferimento, esplicita annualmente i contenuti della proposta e dei percorsi didattici da realizzare nel corso dell'anno scolastico.

La famiglia è una risorsa educativa e come tale la Scuola ha l’obiettivo di pervenire alla realizzazione di un rapporto forte tra servizio e famiglie poiché esso consente:

  • la creazione di una situazione di scambio comunicativo, garantendo tra l’altro ai genitori la conoscenza permanente di quanto avviene a Scuola;
  • la garanzia di una continuità educativa tra  famiglia e scuola come contesto privilegiato per il bambino.

L’interscambio tra famiglia e servizio si realizza quotidianamente e concretamente tra le insegnanti e i genitori che accompagnano i loro bambini.

La scuola dell’infanzia garantisce e promuove la partecipazione dei genitori con modalità  differenziate.
A tal fine vengono ricercate ed organizzate occasioni di incontro e condivisione di momenti di vita all'interno della Scuola. Particolare attenzione viene riservata alle modalità di gestione degli incontri che, al di là di una funzione informativa sicuramente importante, si propongono di garantire la pratica dell’ascolto e la costruzione di un rapporto di collaborazione e di fiducia.

Il regolamento sugli organi collegiali dei Servizi Educativi per l’Infanzia (Nidi e scuole dell’Infanzia), nel rispetto degli ordinamenti stabiliti per le Scuole dell’Infanzia Paritarie e per i Nidi di Infanzia, al fine di promuovere e realizzare un sistema di interazioni tra le famiglie, il territorio e gli operatori, istituisce e regolamenta la partecipazione delle componenti coinvolte intese come una comunità educativa che interagisce con la più vasta collettività sociale e civica.

La partecipazione negli Organi Collegiali si realizza attraverso:

  • I Rappresentanti di sezione. (Sezione: unità organizzativa e didattica delle Scuole e dei Nidi d’infanzia.)
  • Le riunioni di sezione.
  • L’ assemblea dei genitori della scuola.
  • Il collegio degli educatori.
  • Il Consiglio di Unità Educativa.
  • La Rappresentanza Cittadina.

Gli organi collegiali si ispirano, nella loro azione e nelle deliberazioni prese, alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ai principi fondamentali dell’ordinamento democratico e della partecipazione, fissati dalla Costituzione della Repubblica Italiana e ai valori e agli orientamenti evidenziati nella recente ricerca pedagogica.

Le funzioni del Consiglio di Unità Educativa sono elencate nell'apposito regolamento (vedi il box Collegamenti). 

A garanzia della salute dei bambini, la scuola richiede e mantiene rapporti con i servizi sociali e sanitari, intervenendo con questi in caso di necessità per situazioni particolari.

Le norme sanitarie, alle quali i servizi educativi si attengono, sono stabilite dalla ATS (Azienda Territoriale Sanitaria) , che garantisce anche la vigilanza igienico-sanitaria dei servizi di comunità.

Alle famiglie è richiesta l’osservanza delle indicazioni igienico-sanitarie previste dall’ATS per tutelare la salute e il benessere dei bambini e di tutta la collettività.

In allegato, le Indicazioni ai Genitori sulla frequenza nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia comunali 0-6 anni redatte in collaborazione con ATS Milano.