Nidi d'Infanzia: l'offerta

I Nidi milanesi, declinando le proprie azioni e strategie educative/didattiche a partire dall'idea di un bambino attivo e competente dotato di risorse e abilità che lo rendono capace di attivare processi comunicativi e interattivi con il mondo che lo circonda, strutturano e articolano le proprie azioni in merito ai bambini e alle famiglie reali che caratterizzano il proprio servizio. 

In particolare: 

  • un bambino unico, portatore della sua individualità, della sua storia, del suo progetto di “vita”, che trova realizzazione solo nell'incontro con gli altri e nella co-costruzione di percorsi formativi e di crescita con-divisi
  • un bambino che trae piacere dalla soddisfazione del suo bisogno primario di sentirsi compartecipe nella costruzione di legami di attaccamento multipli con adulti e coetanei
  • un bambino curioso, che attraverso le esperienze che vive al Nido esprime il suo desiderio e bisogno di “fare”, di muoversi, esplorare, pensare, conoscere, scegliere, soddisfare la sua curiosità, manifestare e sviluppare, attraverso il gioco, i propri talenti, le proprie attitudini e le proprie predisposizioni
  • un bambino che sente il bisogno di percepire e di essere percepito “intero”, fuori da ogni innaturali e artificiose antinomie tra affettività e cognitività, tra fantasia e razionalità, tra testa e corpo.

Quindi, rispetto al lavoro con i bambini, le finalità dei Nidi milanesi sono:

  • sostenere il bambino alla comunicazione quale capacità di strutturare i rapporti con l’ambiente attraverso i diversi linguaggi
  • stimolare il bambino alla creazione come capacità di essere in rapporto attivo con l’ambiente sviluppando autonomia e creatività
  • favorire nel bambino l’utilizzo del pensiero divergente, come capacità di strutturare il proprio sapere sia sul piano del fare concreto sia su quello mentale.

Il Nido, così concepito, non è quindi la “scuola del bambino” per l’apprendimento precoce né per l’insegnamento in senso formale e tradizionale. È un’occasione educativa che offre ai bambini e alle famiglie, che vivono la realtà milanese, esperienze significative in grado di tener conto di una molteplicità di fattori quali il pluralismo culturale e sociale che caratterizza Milano, le particolarità di ciascuno all’interno della Comunità Educante (il Servizio Nido), potenziando e sviluppando nei bambini l’esercizio di un pensiero divergente, che sappia leggere la complessità della realtà senza chiudersi in risposte precostituite.

L’ambientamento prevede gradualità, costanza e continuità temporale, che permettono al bambino di avere tempo di sostare, di vivere momenti progettati, ma non rigidamente programmati dagli adulti e di elaborare la separazione dalla figura familiare. L’organizzazione dell’ambientamento prevede tempi di permanenza, richiesti sia alla famiglia che ai bambini, flessibili e articolati, di norma, all'interno di due settimane.

L’ambientamento è una fase di transizione il quale assume un valore profondo per la famiglia e per il bambino. Il piccolo che inizia a frequentare il nido affronta un cambiamento di grande portata: dal contesto familiare, per lui conosciuto, abituale e rassicurante, deve imparare a muoversi senza timore nel nuovo e diverso ambiente del nido. Un simile processo, che in genere si compie nell’arco di alcune settimane, coinvolge direttamente anche gli adulti che vivono l’esperienza insieme al bambino, i genitori da una parte e le educatrici dall’altra. La delicatezza di questo passaggio richiede, quindi, una partecipazione consapevole, attiva e sinergica degli adulti, all’interno di un sistema organizzato di spazi, tempi e situazioni.
 

L’organizzazione della giornata al nido segue un ritmo che si ripete quotidianamente, scandito da quei momenti che, oltre a soddisfare i bisogni primari dei bambini, consentono loro di instaurare relazioni significative adulto-bambino e bambino-bambino. Nella giornata del nido vi sono momenti importanti per il bambino che hanno anche la capacità di dargli sicurezza e stabilità affettiva: l’accoglienza, il ricongiungimento, il cambio, il pranzo e il sonno.

Il nido è anche luogo di esperienza di vita in cui il bambino impara a vivere in autonomia, a scoprire le regole dell'organizzazione del contesto e a sperimentare il piacere della costruzione sociale della conoscenza attraverso: attività ed esperienze di gioco che si ispirano alle Linee Guida Pedagogiche per tutti i servizi all'infanzia comunali.

Giornata tipo nei Nidi d’Infanzia:

  • 7,30 alle 9,20 accoglienza e giochi
  • 9,20 – 11,30: esperienze di gioco e attività in piccolo gruppo e/o in intersezione
  • 11,30 – 12,30/13: momento di routine del bagno e pranzo
  • 13 – 15,45/16: riposo/esperienze di gioco
  • 16,00 – 16,30: merenda
  • 16.30 –17,30: esperienze di gioco pomeridiane
  • 17.30 – 18,00: uscita

I bambini al nido hanno la possibilità di conoscere, esplorare, vivere esperienze educative, sperimentare attraverso la esplorazione degli spazi e dei materiali. 

La presenza nel nido di bambini in situazione di disabilità e di disagio fa scaturire una dinamica di rapporti e di interazioni così unica e preziosa da costituire, a sua volta, una significativa e rilevante occasione di maturazione per tutti.

Accogliere un bambino con disabilità o in difficoltà significa assumere un impegno diretto con i suoi genitori e con la società tutta, per concorrere insieme alla sua crescita realizzando interventi specifici, differenziati tra loro e tenuti insieme con attenzione e cura. 

Il P.E.I. (Progetto Educativo Individualizzato) si sviluppa a partire da un primo momento di osservazione del bambino, così da stabilire i principali obiettivi da raggiungere nel tempo sulla base delle sue risorse e potenzialità. È uno strumento flessibile che può essere modificato nelle finalità e/o nelle linee metodologiche; questo in qualsiasi momento si ritenga opportuno nell'interesse del bambino.

Tale documento segue l’evoluzione del piccolo e il suo percorso fra i diversi ordini di scuola, definendo le linee operative globalmente adottate per la sua integrazione. Il P.E.I. si snoda fra tutte le aree fondamentali del progetto didattico, di socializzazione e riabilitativo, raccogliendo idee e azioni che sono esito di un dialogo aperto tra tutti gli attori a sostegno del soggetto in difficoltà. Ad esso, infatti, collaborano attivamente enti territoriali, specialisti, famiglia e operatori del servizio.

Risulta fondamentale ricordare che il primo obiettivo di un servizio nei confronti del bambino con disabilità o in difficoltà consiste nell’inclusione. Ciò significa riconoscimento, accettazione e conferma della sua individualità come risorsa: interpretare gli elementi di differenza come “normale specialità”.

Parlare di contesti come risorsa educativa significa non solo riferirsi alla strutturazione degli spazi, ma anche alla qualità delle relazioni interpersonali che si sviluppano al loro interno.

Per caratterizzare gli ambienti, è necessario partire dall'attenta osservazione dei bisogni dei bambini e delle loro potenzialità di sviluppo.

Lo spazio, che si trova a portata di bambino, deve possedere in sé requisiti fondamentali che si rifanno ai bisogno di sicurezza e di affettività, forti nei primi anni di vita, perché deve sostenere ed incoraggiare il suo desiderio di esplorare e di conoscere.

La progettazione degli spazi, unita a un’organizzazione dei tempi, dei riti e dei ritmi quotidiani assicura ai bambini punti di riferimento stabili, soprattutto in quei momenti della giornata educativa che lo richiedono come condizione di base (pranzo, sonno…).

Seguire il bambino fin da quando muove i primi passi nel mondo della scuola, a iniziare dal Nido d’Infanzia alla Scuola dell’Infanzia e poi alla Scuola Primaria, è un percorso formativo importante e fondamentale per lo sviluppo del piccolo il quale trova, nella continuità educativa, un metodo pedagogico valido grazie a incontri, attività e collaborazioni tra responsabili, educatori, insegnanti, il Comune, le istituzioni educative e le famiglie. 

La continuità è costruita guardando avanti, senza dimenticare di voltarsi indietro, perché è importante conoscere e “sapere" di quel bambino, dare parole alla sua storia conoscendola dall'inizio. Essa va dunque realizzata attivando percorsi di confronto e contagio tra ogni famiglia e i servizi e tra i servizi nel loro insieme.

Continuità significa per noi educazione alla transizione, sostegno al cambiamento, processo dinamico che coinvolge il bambino nella riorganizzazione delle proprie risorse; è una connessione tra i servizi e il contesto sociale nel tentativo di ammorbidire le discontinuità rendendole sfide positive e occasioni di crescita. Dunque è costruire insieme con intenzionalità educativa un curriculum aperto.

I pasti sono assicurati da Milano Ristorazione S.p.A., dotata di una propria Carta dei Servizi.

In ogni servizio d’infanzia sono previsti:

  • il pasto
  • la merenda, solo per i bambini che frequentano oltre le ore 16:00.

In presenza di particolari esigenze di salute, etiche, religiose sono previste diete differenziate.

Le tabelle dietetiche (da intendersi come “menu” e “diete speciali”) sono esposte all’albo del Nido, mentre il ricettario con le grammature può essere visionato presso il centro cottura dal quale provengono i pasti, previo accordo con il Responsabile di Zona.

Le grammature riportate nelle tabelle dietetiche sono stabilite e approvate dall’ATS Città di Milano.

In particolare, dai tre mesi all’anno, l’introduzione degli alimenti viene effettuata con cautela e attenzione coinvolgendo le famiglie dei singoli bambini.

Previa richiesta e relativa autorizzazione da parte dell’ATS, si può introdurre nel nido latte materno e latte di formula a seconda della necessità, seguendo le corrette indicazioni presenti nei  rispettivi protocolli.

Nei nidi ove non è presente la cucina, il cibo è confezionato quotidianamente nei Centri cucina territoriali. I Centri Cucina confezionano i pasti, i quali sono trasportati in appositi contenitori termici a cura di Milano Ristorazione presso i servizi privi di Centri Cucina.

L’Amministrazione comunale ha istituito uno specifico ufficio (Unità di controllo) per il costante e continuo controllo del cibo offerto ai bambini.

All'interno di ogni servizio collaborano, in sinergia, figure professionali con diversi ruoli, competenze e obiettivi specifici: dall'organizzazione della quotidianità con i bambini al coordinamento del lavoro di gruppo, dalla gestione dei rapporti con le famiglie a quelli con l’Amministrazione e con il territorio.

Il collegio è l’insieme degli educatori con la Responsabile che agiscono, pur con compiti differenti, all’interno di ciascun servizio e che costituendosi come gruppo, si assumono direttamente la responsabilità della conduzione quotidiana del bambini. 

Nello svolgimento della propria attività, ogni operatore ha pieno rispetto dei diritti e degli interessi dei bambini.

Per i bambini da 0 a 3 anni, la famiglia rappresenta un contesto relazionale attento e protettivo rispetto alla crescita. Il Nido può rappresentare per i genitori un’opportunità di condivisione del percorso di crescita del proprio bambino con altri adulti significativi portatori di una specifica competenza.

In un’ottica di partecipazione, collaborazione e corresponsabilità, la pratica quotidiana si traduce in un atteggiamento di ascolto e accoglienza; valorizzando le unicità proprie di ciascun bambino e della sua famiglia.

Diamo attenzione ai momenti della separazione e del ricongiungimento dalla famiglia (accoglienza e congedo), favorendo un’efficace comunicazione quotidiana.

Al fine di rendere i genitori più partecipi dell’esperienza educativa offerta dal servizio, promuoviamo l’utilizzo di una documentazione che esprima il processo di crescita del bambino.

Il regolamento sugli organi collegiali dei Servizi Educativi per l’Infanzia (Nidi e scuole dell’Infanzia), nel rispetto degli ordinamenti stabiliti per le Scuole dell’Infanzia Paritarie e per i Nidi di Infanzia, al fine di promuovere e realizzare un sistema di interazioni tra le famiglie, il territorio e gli operatori, istituisce e regolamenta la partecipazione delle componenti coinvolte intese come una comunità educativa che interagisce con la più vasta collettività sociale e civica.

La partecipazione negli Organi Collegiali si realizza attraverso:

  • i Rappresentanti di sezione (Sezione: unità organizzativa e didattica delle Scuole e dei Nidi d’infanzia).
  • le riunioni di sezione.
  • l’assemblea dei genitori della scuola
  • il collegio degli educatori
  • il Consiglio di Unità Educativa
  • la Rappresentanza Cittadina.

Gli organi collegiali si ispirano, nella loro azione e nelle deliberazioni prese, alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ai principi fondamentali dell’ordinamento democratico e della partecipazione, fissati dalla Costituzione della Repubblica Italiana e ai valori e agli orientamenti evidenziati nella recente ricerca pedagogica.

Le funzioni del Consiglio di Unità Educativa sono elencate nell'apposito Regolamento.

A garanzia della salute dei bambini, il Nido richiede e mantiene rapporti con i servizi sociali e sanitari, intervenendo con questi in caso di necessità per situazioni particolari.

Le norme sanitarie, alle quali i servizi educativi si attengono, sono stabilite dalla ATS, che garantisce anche la vigilanza igienico-sanitaria dei servizi di comunità.

Alle famiglie è richiesta l’osservanza delle indicazioni igienico-sanitarie previste dall’ATS per tutelare la salute e il benessere dei bambini e di tutta la collettività.

Alle famiglie è data la possibilità di richiedere la somministrazione esclusivamente di farmaci salva vita in base alle indicazioni riportate nel protocollo allegato.

In allegato, le Indicazioni ai Genitori sulla frequenza nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia comunali 0-6 anni redatte in collaborazione con ATS Milano.