Nacca

Il progetto

Una parte significativa del patrimonio culturale europeo di arte moderna e contemporanea corre un grande rischio di perdersi per le future generazioni, perché è particolarmente difficile da conservare. La cura adeguata richiede la risoluzione di fondamentali questioni concernenti l'identità, i valori e l'autenticità di opere d'arte moderna e contemporanea e la conseguenze per la loro conservazione, ripensare distinzioni professionali cresciute storicamente, come quelle tra il curatore e conservatore, ri-organizzare l'ecosistema istituzionali, e creare modelli per una attività internazionale di ricerca interdisciplinare e intersettoriale e la collaborazione per la formazione. Lo scopo di questo Marie Curie Innovative Training Network è quello di educare una nuova generazione di curatori professionisti, conservatori e ricercatori accademici, adeguatamente attrezzati per affrontare queste sfide. Il concetto chiave che guiderà la ricerca e i programmi di formazione sarà la nozione di pratica riflessiva. Partendo dal quadro teorico della teoria pratica, il programma di ricerca indagherà le pratiche di conservazione attraverso l'analisi comparativa del loro impatto sulla biografie delle opere d'arte moderna e contemporanea. Il programma di formazione si concentrerà sullo sviluppo di una professionalità riflessiva, che è un pre-requisito in questo settore sempre più complesso e collaborativo.

Il Comune di Milano partecipa con il Museo delle Culture (MUDEC)

Il consorzio è costituito dai seguenti partner:

  • Università di Maastricht (capofila)
  • Università di Amsterdam
  • Università di Glasgow
  • Tate London
  • Universidade Nova di Lisbona
  • Università di Porto
  • Università delle scienze applicate di Colonia
  • Università di Roma Tre
  • Accademia di Belle Arti di Varsavia
  • Fowler Museum di UCLA
  • Getty Conservation Institute

Il progetto è iniziato il 1° luglio 2015 e terminerà il 30 giugno 2019.

Formare conservatori muniti delle competenze specifiche, multidisciplinari e complesse, necessarie alla conservazione di opere d’arte moderna e contemporanea, come di oggetti del patrimonio etnografico antropologico che presentano aspetti di criticità notevolmente diversi da quelli affrontati dalla dottrina e dalle tecniche del restauro di opere di pittura e scultura.

  • didattica accademica: frequenza di corsi semestrali universitari, partecipazione a laboratori, a conferenze specialistiche; ricerche sulle tematiche di maggior complessità;
  • didattica pratica: partecipazione ad attività materiali condotte su casi di studio;
  • redazione della tesi di dottorato

  • la conclusione con successo del percorso formativo intrapreso dai ricercatori selezionati;
  • La successiva impiegabilità dei ricercatori così formati presso istituzioni culturali sia pubbliche che private, in possesso di un patrimonio etnografico o artistico contemporaneo;
  • la strutturazione di una rete stabile di istituzioni in grado di cooperare nella conservazione del patrimonio descritto;
  • la diffusione di schemi omogenei in ordine alle metodologie e agli approcci disciplinari applicati nell’attività.