Parco della Vettabbia

Parco della Vettabbia

Si sviluppa all'interno del Parco Agricolo Sud Milano, in aree antistanti l'Abbazia di Chiaravalle, ovvero in uno degli ambiti agricoli più pregiati del Sud Milano, sino all'impianto di depurazione delle acque di Nosedo. Costituisce un primo frammento di ricostruzione del paesaggio rurale della Valle della Vettabbia, proponendo un vasto agroecosistema forestale e una sorta di parco tematico legato alla rigenerazione delle acque, vere protagoniste dell'identità storica dell'ambito in cui ricadono.

Il parco non è recintato ed è sempre accessibile.

Stagno Parco della Vettabbia

Superficie: 374.600 m²
Anno di realizzazione: 2005-2015
Progettista: Il progetto è stato elaborato nell’arco di un decennio da un gruppo multidisciplinare coordinato da Marco Prusicki in stretta relazione con alcuni Settori del Comune di Milano

Storia e architettura: Il parco sorge in uno dei luoghi più significativi e delicati del Sud Milano, esito di un periodo quasi millenario di costruzione sapiente, opera soprattutto dei monaci cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle, fondata nel 1135 nel cuore della Valle della Vettabbia, il flumen mediolanensis anticamente navigabile. Per secoli le sue “acque grasse” venivano utilizzate per l’irrigazione e in particolare per l’adacquamento delle marcite che, oltre a garantire una maggiore resa produttiva, costituivano un efficiente sistema di filtrazione naturale, mantenendo in equilibrio sistema urbano e sistema agricolo.  Nel secondo dopoguerra, con il peggioramento della qualità delle acque, questo rapporto entra gravemente in crisi provocando fenomeni di degrado diffuso in tutta l’area.La realizzazione del Depuratore di Nosedo (2005) determina un evento epocale: la rinascita del corso d’acqua che riacquista grandi potenzialità paesistico-ambientali. Contemporaneamente viene infatti avviata anche la realizzazione delle opere di mitigazione e inserimento dell’impianto: un vasto ecosistema agro-forestale caratterizzato dalla rigenerazione e recupero delle acque che prende il nome di Parco agricolo-urbano della Valle della Vettabbia. L’ingresso al parco da viale Omero e via S.Dionigi è accolto da un noceto e da una radura di uso pubblico.  In riva destra della Vettabbia alta, tra la Cascina di Vaiano Valle e il depuratore, è stato piantato un bosco misto che prosegue anche all’interno del recinto degli impianti.  A est, tra questi e l’Emissario di Nosedo, il nuovo alveo della roggia dell’Accessio continua la Vettabbia alta; parallelamente alla sua densa fascia riparia si aprono ampie zone a prato calpestabile, delimitate dalla pista ciclopedonale che prosegue fino all’Abbazia di Chiaravalle. Il Cavo Macconago, corrispondente al tracciato originario della Vettabbia, è stato ripristinato e nuovamente alimentato con acque pulite, prelevate direttamente dal Depuratore. L’evento della loro “restituzione” viene celebrato da un piccolo stagno racchiuso da un doppio filare di alberi disposti in circolo; centro del sistema fruitivo del parco, esso consente anche di verificare percettivamente l’efficacia del procedimento depurativo. A sud delle vasche è stato realizzato un bosco umido di 5 ettari a prevalenza di ontani e salici: un’area sperimentale di elevato interesse per la biodiversità, per la fruizione didattica e naturalistica, e per la ricerca sulla depurazione naturale. La sua giacitura segue il parcellario agricolo di antica formazione; le sue acque alimentano la Marcita, ricostruita nella posizione originaria con finalità ambientali, oltreché paesaggistico-testimoniali.  Tra via Sant’Arialdo e la cascina San Bernardo, ridestinata a luogo di formazione per avvicinare alla vita agricola bambini e ragazzi, è stato creato un "giardino dei frutti antichi" con oltre 300 alberi di varietà non più impiegate nella produzione agricola corrente.Adiacente al giardino, sull’angolo di via San Dionigi con via Sant’Arialdo, è stato realizzato un parcheggio con 95 posti auto. I principali percorsi del parco (oltre 4 km di ciclabili) sono strettamente connessi alla rete che si va ridefinendo per consolidare e valorizzare un nuovo rapporto virtuoso tra città e campagna. Gli itinerari-passeggiata sono due:  uno lineare, in direzione nord-sud, segue per un primo tratto l’andamento della roggia dell’Accessio ed è attrezzato con un Percorso Vita; l’altro, organizzato ad anello, tra il fontanile Tecchione e il cavo Macconago, parte e arriva in via Sant’Arialdo mettendo in sequenza  i luoghi significativi del nuovo paesaggio con quello antico: l’Abbazia, la marcita, la cascina San Bernardo e il suo frutteto antico, l’ex fontanile Tecchione, la roggia dell’Accessio, i campi coltivati, lo “stagno dell’acqua resa”, l’impianto di depurazione,  il bosco umido e il cavo Macconago ripristinato. Molte situazioni diverse e significative di interesse scientifico, storico-culturale, naturalistico e architettonico, si trovano così concentrate in un unico luogo, prossimo alla città e facilmente raggiungibile. Nelle aree destinate al mantenimento della produzione agricola il progetto indica alcuni indirizzi per promuoverne l’esercizio secondo concetti di sostenibilità ambientale e multifunzionalità. Le attività agricole in questi ambiti, regolate da specifiche convenzioni con gli agricoltori, concorrono infatti a mitigare gli effetti dell’urbanizzazione ed a migliorare lo stato paesaggistico-ambientale dell’agroecosistema con benefici generalizzati per la collettività. Il progetto è stato elaborato da un gruppo multidisciplinare coordinato da Marco Prusicki. L’ampio consenso sulla sua impostazione, raggiunto attraverso modalità di continuo confronto con la grande maggioranza degli  attori coinvolti, coinvolgendo i cittadini e numerose Associazioni,   ha permesso di estendere l’ambito di intervento originariamente individuato per le opere di compensazione e mitigazione ambientale del depuratore e di reperire nuove risorse finanziarie del Comune di Milano e  di Regione Lombardia  (Agricoltura e Risorse Idriche) rispetto a quelle inizialmente disponibili. 

Beni architettonici e manufatti
Adiacente al parco è situata l'abbazia di Chiaravalle, complesso monastico cistercense fondato nel XII secolo da san Bernardo da Chiaravalle come filiazione dell'Abbazia di Cîteaux; attorno ad essa si sviluppò un borgo agricolo annesso al comune di Milano nel 1923. La chiesa costituisce uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, e grazie alle bonifiche dei terreni e alle opere idrauliche dei monaci che la abitavano, fu fondamentale per lo sviluppo economico della bassa milanese nei secoli successivi alla sua fondazione. La Cascina San Bernardo è collocata nelle immediate vicinanze dell’Abbazia di Chiaravalle e dell’omonimo borgo. E’ situata nel Parco ed è completamente immersa nel paesaggio agricolo a sud della città, nel Parco Agricolo Sud Milano. Qui il paesaggio agrario mantiene la sua connotazione storica definita dalla presenza di numerosi canali irrigui, per la maglia agraria storica quasi completamente intatta e alcuni filari alberati lungo la Vettabbia e altre derivazioni irrigue. La Cascina Grande sorge isolata e circondata su tre lati dal paesaggio agrario: l’ingresso alla corte è preceduto dal giardino la cui vegetazione nasconde alla vista la villa padronale, in stile neoclassico, che domina e caratterizza la corte. Dalla Cascina si accede facilmente nel suo paesaggio agrario attraverso una carrareccia che collega l’antico nucleo rurale ai campi coltivati e alla pista ciclabile del Parco che corre lungo la Vettabbia. In prossimità del parco sorgono anche la Cascina di Vaiano Valle, la Cascina Nosedo, la Cascina San Giacomo, la Cascina Carpana, la Cascina S.Pietro e la Cascina Ambrosiana. Il depuratore di Nosedo, è il primo e più grande impianto di trattamento delle acque reflue della città e rappresenta la fase conclusiva di una complessa struttura di raccolta delle acque reflue provenienti dalla zona centro-orientale della città di Milano e ha una capacità di trattamento equivalente a 1.250.000 abitanti.

Flora: Nei rimboschimenti sono presenti alberi di frassino maggiore (Fraxinus excelsior), farnia (Quercus robur), olmo campestre (Ulmus campestris) e arbusti di sanguinella (Cornus sanguinea), evonimo (Euonymus aeuropaeus), frangola (Frangula alnus), ligustro (Ligustrum vulgare), sambuco (Sambucus nigra). Negli arbusteti: corniolo (Cornus mas), evonimo (Euonymus aeuropaeus), frangola (Frangula alnus), ligustro (Ligustrum vulgare), sambuco (Sambucus nigra) e viburno lantana (Viburnum lantana). Compongono le fasce riparie alberi di ontano nero (Alnus glutinosa), frassino maggiore (Fraxinus excelsior), farnia (Quercus robur), salice bianco (Salix alba), salice grigio (Salix cinerea), olmo campestre (Ulmus campestris) e arbusti di sanguinella (Cornus sanguinea), evonimo (Euonymus aeuropaeus), frangola (Frangula alnus), ligustro (Ligustrum vulgare), sambuco (Sambucus nigra). Nel frutteto sono presenti alberi di bagolaro (Celtis australis), ciliegio selvatico (Prunus avium), farnia (Quercus robur), farnia piramidale (Quercus robur ‘Pyramidalis’), frassino maggiore (Fraxinus excelsior), giuggiolo (Zizyphus vulgaris), kaki (Diospyros kaki), melograno (Punica granatum), nespolo (Mespilus germanica), nocciolo (Corylus avellana), ontano nero (Alnus glutinosa), pado (Prunus pado), salice bianco (Salix alba), sorbo domestico (Sorbus domestica), tiglio comune (Tilia platiphyllos) e arbusti di lantana (Viburnum lantana). A comporre il frutteto: meli (Malus domestica) nelle varietà ‘Golden Delicious’, ‘Granny Smith’, ‘Imperatore’, ‘Limoncella’, ‘Regina delle Renette', ‘Renetta bianca’, ‘Royal Gala’,  ‘Stark’, ‘Top Red’ e ‘Verde doncella’; ciliegi (Prunus spp.) nelle varietà: ‘Bella di Pistoia’, ‘Bing', ‘Blanquilla’, ‘Burlat’, ‘Durone di Cesena’, ‘Ferrovia’, ‘Van’ e peri (Pyrus communis) nelle varietà ‘Abate’, ‘Butirra Morettini’, ‘Castel’, ‘Coscia', ‘Santa Maria’, ‘Spadona’ e ‘Tendral'.

Fauna: Il 7 ottobre 2016 è stato effettuato un rilevamento delle specie ornitiche nidificanti. Nel complesso sono state censite 29 specie ornitiche per un totale di 278 individui. Di seguito l'elenco delle specie: airone cenerino (Ardea cinerea), airone guardabuoi (Bubulcus ibis), capinera (Sylvia atricapilla),  cinciallegra (Parus major), cinciarella (Cyanistes caeruleus), codibùgnolo (Aegithalos caudatus), colombaccio (Columba palumbus), cormorano comune (Phalacrocorax carbo), cornacchia grigia (Corvus cornix), fagiano (Phasianus colchicus), fringuello (Fringilla coelebs), gabbiano comune (Chroicocephalus ridibundus), gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), garzetta (Egretta garzetta), gazza (Pica pica), germano reale (Anas platyrhynchos), gheppio comune (Falco tinnunculus), ghiandaia (Garrulus glandarius), luì piccolo (Phylloscopus collybita), merlo (Turdus merula), parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), passera mattugia (Passer montanus), pettirosso (Erithacus rubecula), picchio verde (Picus viridis), poiana comune (Buteo buteo), scricciolo comune (Troglodytes troglodytes), sparviero eurasiatico (Accipiter nisus), storno comune (Sturnus vulgaris), tuffetto (Tachybaptus ruficollis). 

Acqua e dintorni: oltre al piccolo stagno, racchiuso da un doppio filare di alberi disposti in circolo, attraversano il parco diverse vie d'acqua tra cui la Roggia della Vettabbia, la Roggia dell'Accesio, il Fontanile di Macconago, il Fontanile Tecchione, il Cavo Comelli e la Roggia Carpana. Nei dintorni, a perimetro del parco, la Roggia Martina, la Roggia Porcheria e il Cavo Melzo.

FRUIZIONE

Coltura e cultura ● Alberi protagonisti: il "giardino dei frutti antichi" con oltre 300 alberi di varietà non più impiegate nella produzione agricola corrente. ● Orti urbani: è presente un'area attrezzata per orti in prossimità della Cascina Vaiano Valle.

 

Benessere e sport ● Aree giochi: un'area giochi posta all'ingresso di via Sant'Arialdo. ● Correre nel parco: è possibile praticare jogging lungo i percorsi. Percorsi vita: è presente un percorso vita sul percorso che segue l’andamento di un tratto della Roggia dell’Accessio. ● Andare in bicicletta: è consentito a velocità limitata lungo i percorsi. Una pista ciclabile proveniente da Viale Omero percorre la  Via San Dionigi e consente l'accesso al parco.

Attività ed eventi ● La Cascina Grande, di proprietà del Comune di Milano, è condotta dall’Azienda Agricola Cascina Grande di Chiaravalle ed è sede di un maneggio la cui attività è finalizzata alla pratica della disciplina del Dressage. La Cascina organizza campi estivi per bambini per scoprire la vita agricola.

Pausa e caffè ● Chioschi e bar: non sono presenti strutture fisse.

Utilità e servizi ● Parcheggi: sull’angolo di via San Dionigi con via Sant’Arialdo è situato un parcheggio libero con 95 posti auto.

 

INFO E GESTIONE

Associazioni presenti:

Associazione Nocetum - Cooperativa Sociale Nocetum, L’Associazione Nocetum è stata fondata nel 1998 da Suor Ancilla Beretta che ne è divenuta subito la Presidente, Gloria Mari e un gruppo di laici volontari. Nel 2010 alcuni operatori dell’omonima Associazione hanno deciso di costituire la Nocetum Società Cooperativa Sociale, per rispondere in modo più strutturato ai bisogni della persone in difficoltà incontrate e alla promozione del territorio. La Cooperativa nel perseguimento della missione per il proprio agire si ispira ai valori etico - religiosi e di solidarietà sociale che hanno fondato l'Associazione Nocetum e mantiene con quest’ultima, pur nella divisione dei compiti, stretti rapporti di collaborazione.

Azienda Agricola Cascina Grande di Chiaravalle, in Via San Dionigi 120, è sede di un’azienda agricola e di un maneggio la cui attività è finalizzata alla pratica della disciplina del Dressage. La Cascina organizza campi estivi per bambini per scoprire la vita agricola.

Orario: il parco non è recintato ed è sempre accessibile

Indirizzo: Via San Dionigi, Via Sant'Arialdo

Come arrivare: in bus con le linee 77 e 104

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