Sormani Sessanta

Sormani 60

Il 10 marzo del 1956 veniva inaugurata, nello storico palazzo in Corso di Porta Vittoria 6, la Biblioteca Comunale di Milano meglio conosciuta come “la Sormani”. Da quel momento è diventata uno dei “luoghi del cuore” della nostra città.
Le sue sale hanno accolto generazioni di milanesi – e non solo – che hanno letto, studiato, guardato un film o che si sono semplicemente dati appuntamento davanti al suo austero portone.

Un po' di storia

Con la denominazione di Civica, la Biblioteca Centrale ebbe sede presso il Castello Sforzesco fino al 1943. Una tragica tappa nella sua storia è segnata dalla notte tra il 12 e il 13 agosto 1943, quando un bombardamento colpì il Castello e tutto il patrimonio librario (300.000 volumi) venne divorato dalle fiamme. Si salvarono solo i pochi volumi in prestito e la sezione periodici.

Dopo il disastro, lo sforzo dell’Amministrazione fu subito considerevole: dopo soli 45 giorni di forzata chiusura, la Civica riaprì al pubblico e in meno di 4 anni il suo patrimonio aveva già raggiunto i 75.000 volumi. Il merito di questa fulminea ripresa fu dei milanesi, che fecero affluire copiose donazioni. I benefattori spaziavano dal mondo della nobiltà cittadina a esponenti della borghesia industriale, dalle istituzioni pubbliche a quelle private. La compilazione dei cataloghi ripartì da zero e venne attrezzato un laboratorio di legatoria.

Al centro di questo imponente lavoro di ricostruzione c’era un grande quanto modesto bibliotecario: Giovanni Bellini (1892-1986). Da lui partì la richiesta pressante di una nuova sede moderna e più spaziosa, e nel 1948 la decisione fu assunta: Palazzo Sormani. Anche nella fase di trasloco la Biblioteca Comunale non chiuse i battenti un sol giorno: man mano che si chiudeva un settore al Castello, veniva riaperto alla “Sormani”. L’inaugurazione avvenne otto anni più tardi: il 10 marzo 1956.

Nel 1981, per il venticinquesimo anniversario del trasferimento a Palazzo Sormani, Roberto Sambonet (1924-1995), protagonista della storia del design italiano, progettò un segno che identificasse la Biblioteca. Il logo diventò in seguito il marchio rappresentativo di tutto il Sistema Bibliotecario e ancor oggi viene utilizzato come brand delle biblioteche comunali milanesi.