“Prevenzione Amica delle donne migranti a Milano”
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Oltre 500 donne coinvolte e 68 bambini nati grazie a “Prevenzione Amica delle donne migranti a Milano”

Assessore Majorino: “Fondamentale mettere in campo iniziative che, grazie alla rete sul territorio, riescono a dare risposte concrete ai bisogni delle donne, innanzitutto rispetto alla salute”

donne

Milano, 29 settembre 2015 – Oltre 500 donne coinvolte in colloqui di prevenzione, 376 prese in carico, 118 accompagnate alla gravidanza e 68 bambini nati: questi i risultati del progetto “Prevenzione Amica delle donne migranti a Milano” avviato nella primavera del 2014 grazie alla collaborazione tra Comune, Fondazione Bracco, con ASL Città di Milano e Opera San Francesco per i Poveri e dedicato alla tutela della salute materno-infantile nelle donne immigrate a Milano.

Destinatarie dell’iniziativa sono le donne, in gravidanza o in età fertile, che vivono in condizioni di vulnerabilità a causa della loro esperienza migratoria e che non hanno accesso ai normali percorsi di cura. Il progetto si è focalizzato su una fase cruciale della vita della donna e del bambino come quella della gravidanza, con servizi di prevenzione e screening per ridurre i rischi di danni fetali e neonatali derivanti dalle principali infezioni quali toxoplasmosi e rosolia. In un anno e mezzo di attività sono state coinvolte oltre 500 donne immigrate che si sono rivolte al Poliambulatorio di Opera San Francesco, 376 delle quali hanno condiviso un percorso con l’assistente sanitaria. Si è registrata una prevalenza delle donne provenienti da El Salvador (34%), Romania (18%) e Ucraina (13%). Sono state eseguite quasi 1300 prestazioni sanitarie tra visite ginecologiche, esami ematici, ecografie morfologiche e pap test e si sono avuti 68 parti.

“Troppo spesso le donne migranti sono le prime a subire le conseguenze della loro condizione di fragilità e a vedere negati quelli che sono i diritti minimi. Diventa allora fondamentale mettere in campo iniziative come queste che, grazie alla rete sul territorio, riescono a dare risposte concrete ai loro bisogni, innanzitutto rispetto alla salute, intervenendo in primo luogo a tutela delle donne in gravidanza e dei loro bambini”, ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, intervenuto oggi allo spazio Me and We - Women for Expo di Padiglione Italia a Expo Milano 2015 insieme a Diana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco, Padre Maurizio Annoni, Presidente di Opera San Francesco per i Poveri, Suor Annamaria Villa, responsabile del Poliambulatorio di Opera San Francesco e Irene Cetin, Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano.

“Oltre ai risultati in campo sanitario - ha affermato Diana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco - vorrei sottolineare un’altra importante valenza del progetto, l’empowerment delle donne migranti attraverso un percorso sanitario, ma soprattutto sociale e psicologico che conduce a consapevolezza e cura di sé e del proprio figlio indispensabili per un efficace processo di integrazione e inclusione. Questa iniziativa, in cui si è fatto un vero lavoro di squadra, non a caso si è svolta a Milano che ha una sensibilità e una storia molto particolari in fatto di sanità e accoglienza. La nostra città dimostra di essere una vera capitale della salute di livello mondiale, grazie soprattutto all’intreccio virtuoso che ha saputo creare tra scienza, cura, volontariato e impresa”.

“Gli ottimi risultati raggiunti con questo progetto confermano come si possano realizzare efficaci sinergie capaci di mettere al centro la situazione dei più deboli, di coloro che non hanno riferimenti adeguati per uno stile di vita sano e sicuro - ha dichiarato Padre Maurizio Annoni, Presidente di Opera San Francesco per i Poveri -. Un’iniziativa che conferma il ruolo del nostro Poliambulatorio quale uno dei maggiori centri sanitari del privato sociale sul territorio milanese, che da anni offre sostegno e cura a migliaia di persone che non possono accedere al servizio sanitario nazionale”, ha concluso Padre Maurizio.