Via Romilli, pronte 17 nuove residenze temporanee per nuclei familiari
Via Romilli, pronte 17 nuove residenze temporanee per nuclei familiari

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Via Romilli, pronte 17 nuove residenze temporanee per nuclei familiari

Da giugno 2015, mille i posti individuati grazie a convenzione tra Comune e privato sociale. Assessore Majorino: “Già dato un alloggio a 106 nuclei familiari, qui ne accoglieremo altri 40. Con la residenzialità sociale temporanea risparmiati e reinvestiti 30mila euro all’anno per ogni nucleo familiare”

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Milano, 3 febbraio 2016 – Quaranta nuovi posti in 17 abitazioni su due piani di proprietà del Comune pronte per ospitare e accompagnare verso una nuova autonomia nuclei familiari, con uno o più bambini, adulti e anziani soli, rimasti senza casa dopo lo sfratto. In via Romilli 3, all’angolo con piazza Bonomelli, l’Assessorato alle Politiche sociali aprirà dalla prossima settimana le nuove ‘residenze sociali temporanee’ a 40 persone che vi entreranno da subito: a disposizione 2 monolocali, 14 bilocali e 1 trilocale completamente arredati, con riscaldamento centralizzato, cucine complete di elettrodomestici e con fornelli a induzione. Le abitazioni sono completate da spazi comuni, lavanderia e bagni per persone con disabilità.

Al primo piano della palazzina, di cui il Comune possiede due piani, ci saranno, oltre agli alloggi, anche gli uffici della Cooperativa Comunità Progetto, l’ente che seguirà e assisterà i nuclei familiari.

La maggior parte dei nuclei destinati a queste residenze sono madri sole con bambini che provengono dalle comunità educative. Sono in corso i colloqui per dare accoglienza anche a una coppia di coniugi, a una famiglia con due bambini (di cui uno con disabilità grave) e ad altri due nuclei in cui i padri hanno trovato una sistemazione autonoma e contribuiscono al mantenimento della famiglia.

Attualmente sono 95 i nuclei familiari (221 persone) assistiti dal Comune di Milano attraverso questa nuovo sistema di accoglienza: 50 nuclei familiari con bambini (174 persone) e 45 nuclei di soli adulti (47 persone). Le prime sistemazioni di nuclei familiari in abitazioni di residenzialità sociale temporanea sono iniziate lo scorso giugno e fino ad oggi sono 106 i nuclei che ne hanno beneficiato: 11 di questi hanno già lasciato le abitazioni temporanee per trasferirsi in un alloggio popolare regolarmente assegnato o per tornare ad abitare in case mantenute autonomamente.

Gli alloggi di via Romilli, insieme agli altri alloggi del Comune di Milano e degli enti del Terzo Settore mettono a disposizione complessivamente 1.000 posti: sono residenze temporanee dove le persone possono rimanere fino ad un massimo di 18 mesi, tempo considerato utile a migliorare la propria situazione socio economica e a trovare soluzioni abitative indipendenti. Gli ospiti delle nuove residenze per ora non pagheranno nulla. L’Amministrazione si è riservata la possibilità di valutare, in un secondo momento, adeguate contribuzioni in base alle singole situazioni.

“La crisi e le sempre più difficili condizioni economiche di molte famiglie, iniziate quasi sempre con la perdita del lavoro e in assenza di interventi strutturali di sostegno al reddito hanno reso ancora più grave il fenomeno degli sfratti privati – ricorda l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino –. Le richieste di accoglienza per madri con bambini nel 2014 sono aumentate del 50 per cento e abbiamo dovuto farvi fronte sistemando il nucleo familiare in comunità, con costi altissimi. Con le abitazioni di residenzialità sociale temporanea, che utilizziamo da giugno dell’anno scorso, abbiamo trovato alle famiglie soluzioni più idonee, usando meglio gli spazi pubblici e privati disponibili in città. Questo ci ha permesso un consistente risparmio pari a circa 650.000 euro contando solo i nuclei familiari inseriti ad oggi e di avere così nuove risorse da impiegare. In una fase in cui la questione casa è sempre più esplosiva – sottolinea l’assessore Majorino – soluzioni come queste si collocano sul lato della prevenzione rispetto a interventi di carattere emergenziale che non risolvono il problema”.

Tutte le persone inserite nelle residenze sociali temporanee sono conosciute e seguite dai Servizi sociali, la metà di loro provengono dalle comunità educative madre-bambino dove sono state ospitate per far fronte all’emergenza e alla necessità di assistere i minori. Rappresentano la vera emergenza in termini di ricerca di una soluzione abitativa nell’ambito delle politiche sociali: nel 2013 sono stati 229 gli sfratti assistiti dagli operatori delle Politiche sociali con la sistemazione in comunità di 47 madri e 102 minori; nel 2014 il numero degli sfratti assistiti è salito a 355 con la collocazione di 78 madri e 149 minori; nei primi sei mesi del 2015 gli sfratti sono stati 200 con la sistemazione in comunità di 48 madri e 106 minori. Da giugno 2015 è partita la residenzialità sociale temporanea che ha in parte assorbito questo bisogno.

Le comunità madre-bambino, le Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per gli anziani e i centri di accoglienza per adulti in difficoltà sono stati fino a giugno dello scorso anno la soluzione prevalente messa in atto dal Comune, nell’ambito delle Politiche sociali, per far fronte al disagio abitativo e all’emergenza sfratti. È stata così offerta una sistemazione ad alta intensità assistenziale, non del tutto adeguata e più costosa, anziché una residenza dove le famiglie, gli adulti e gli anziani soli possono continuare a vivere sostenuti, però, da un progetto di accompagnamento sociale verso l’autonomia. Si è calcolato che circa il 30% di madri con minori, circa il 15% di adulti e il 10% di anziani, in assenza di uno strumento alternativo, più leggero e flessibile come la RST, siano stati negli anni collocati in strutture di alta intensità assistenziale.

La sistemazione in una residenza sociale temporanea, oltre che più appropriata per le esigenze e lo stato della famiglia, consente all’Amministrazione un risparmio di 30.000 euro all’anno per nucleo familiare: con la spesa per la sistemazione di una famiglia in comunità (circa 38mila euro annui) se ne possono accogliere in residenza sociale temporanea almeno 4 (circa 8.000 per nucleo familiare).

 

Tipologia

Retta giornaliera per singolo

Retta giornaliera per genitore con bambino

Retta per ogni bambino in più

Posto in abitazione del Comune

10,00 euro

17,00 euro

2,00 euro

Posto in abitazione dell'Ente Gestore


12,00 euro

19,00 euro

2,00 euro

Posto in alloggio protetto

20,00 euro

Posto in emergenza

15,00 euro

 

 

Casa

Per la residenzialità temporanea in appartamenti le rette variano dai 10 ai 12 euro al giorno per persona, 17 euro se madre con bambimo, mentre il costo medio in comunità per minori è di circa 90 euro al giorno, e in un centro di seconda accoglienza per adulti di 32 euro. Il nuovo sistema permette quindi di dare risposta a un numero molto più alto di persone a parità di costo per l’Amministrazione. Prendendo in considerazione le mamme con bambini e gli anziani parzialmente autosufficienti ospitati in un anno in comunità, anziché in una soluzione di residenzialità sociale temporanea la spesa è di 5,3 milioni di euro (3,8 per mamma e bambino e 1,4 per anziani).

Gli alloggi destinati alle residenzialità sociale temporanea sono stati individuati grazie alla collaborazione con enti del privato sociale. All’inizio del 2015 è stato pubblicato un bando per la ricerca e la gestione di posti letto suddivisi in 4 elenchi:

1- enti che offrono servizi di accoglienza e di accompagnamento all’autonomia all’interno di unità immobiliari di cui sono in disponibilità per un numero minimo di 20 posti letto distribuiti all’interno di più appartamenti e altre strutture residenziali di natura comunitaria;

2- enti che offrono servizi di accoglienza e di accompagnamento all’autonomia all’interno di appartamenti messi a disposizione dall’Amministrazione comunale;

3- enti che offrono spazi di cui sono in disponibilità da destinarsi ad alloggi protetti per garantire condizioni di totale accessibilità e nei quali sarà prevista la presenza costante di un operatore sociale qualificato;

4- enti che offrono accoglienza in Emergenza con servizi analoghi ai precedenti ma la cui caratteristica è rappresentata dalla tempestività della loro disponibilità.

Il Comune partecipa con 31 abitazioni di sua proprietà in via Appennini (9 abitazioni), in viale Jenner (bene confiscato alla mafia), via Zoagli, via Ebro e via Rimembranze di Lambrate (due abitazioni). Complessivamente sono stati accreditati oltre 1.000 posti letto coinvolgendo 48 enti.

Per la realizzazione di questo nuovo sistema di accoglienza e la stipula di convenzioni con gli enti gestori per ulteriori posti in alloggi di proprietà del Privato sociale il Comune ha investito 8.491.725,00 per i prossimi tre anni.