PUMS, nuovo passo verso l’approvazione del Piano
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PUMS, nuovo passo verso l’approvazione del Piano

Oltre 200 osservazioni presentate da cittadini ed enti. Maran: “Grande partecipazione della città, avanti verso il futuro della mobilità sostenibile”

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Milano, 7 novembre 2015 - L’iter verso l’adozione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile compie un nuovo passo in avanti con la presa d’atto da parte della Giunta della delibera che verrà sottoposta al Consiglio comunale per l’adozione del documento. 

Il Piano, insieme al rapporto ambientale e alla sintesi non tecnica, a marzo era stato messo a disposizione di tutti i cittadini, invitati a presentare le proprie osservazioni sulla procedura di VAS (valutazione ambientale strategica). Oltre a queste, sono pervenuti anche molti contributi non riconducibili alla procedura di VAS ma ritenuti dall’Amministrazione comunque utili per la costruzione dello scenario del piano. 

In tutto, sono state 207 le osservazioni e i contributi presentati da privati cittadini, associazioni, Enti, Settori Comunali e Zone, suddivisi in 1.499 diversi temi specifici. Di questi, 483 sono stati recepiti o parzialmente recepiti con coerente modifica dei contenuti del Piano, mentre non è stato possibile recepire i restanti apporti collaborativi, o perché ritenuti non attinenti al contenuto sostanzialmente strategico del Piano ma a fasi progettuali attuative delle suddette, o perché contrastanti con gli obiettivi strategici del Piano. 

Numerosi  apporti collaborativi, pervenuti soprattutto dagli altri enti quali Regione e Città Metropolitana, hanno riguardato i progetti di prolungamento delle linee metropolitane. Il testo del Piano è stato modificato aprendo alla possibilità di mantenere alcuni prolungamenti oltre i confini comunali, inizialmente esclusi perché risultati non efficienti nell’analisi costi/benefici; ipotesi che, nell’ambito della Città Metropolitana, saranno oggetto di appositi tavoli di lavoro per singoli bacini.
In tal senso la novità più importante riguarda il prolungamento della M5 fino a Monza, ritenuta prioritaria anche grazie alla disponibilità del Comune di Monza di offrire un’area per il deposito dei treni e l’opportunità della realizzazione dell’interscambio a Monza Bettola. Per la realizzazione del progetto sta per avviarsi uno studio di fattibilità che verrà poi presentato al Governo per verificare la possibilità di ottenere dei contributi ministeriali. 

Molti degli apporti recepiti o parzialmente recepiti hanno riguardato la mobilità ciclabile e la definizione dello schema della rete. Nell’accoglimento di questi contributi si è potuto esprimere più chiaramente il progetto alla base del Piano. Piste ma non solo: anche zone di moderazione del traffico, aree a pedonalità privilegiata, oltre che servizi quali il bike sharing, le rastrelliere, le bicistazioni. Sono state anche inserite alcune specifiche proposte come l’introduzione di seggiolini per bambini sul bike sharing o l’incremento dell’accessibilità ai sistemi di trasporto pubblico per le biciclette. Ulteriori integrazioni accolte hanno riguardato l’attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche, integrando la strategia già espressa dal piano. 

Alcune osservazioni, derivate da un’errata interpretazione del documento, hanno riguardato la preoccupazione per l’eventuale realizzazione di una strada di collegamento nell’area nord della città, da Precotto a Bruzzano. Il testo del PUMS è stato rivisto per specificare come questa opzione sia in realtà totalmente esclusa e mettere nero su bianco la volontà, viceversa, di preservare le zone residenziali dal traffico di attraversamento per i quartieri a nord. 

Il documento, completo delle modifiche apportate, passerà quindi in Consiglio Comunale per essere adottato. Successivamente il documento verrà messo a disposizione per un ulteriore periodo di osservazioni sui contenuti, 60 giorni, per poi essere approvato definitivamente dal Consiglio Comunale. 

“Oggi facciamo un nuovo passo in avanti verso il futuro della mobilità sostenibile di Milano – dichiara l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfranceco Maran -. E’ bello vedere come tanti cittadini, associazioni di categoria, consiglieri comunali e comitati abbiano partecipato a questo percorso condiviso, avviato nel 2013 attraverso un dibattito aperto con tutta la città. Ora il Piano potrà essere ancora arricchito con il contributo del Consiglio Comunale”. 

E l’attività dell’Amministrazione sta già andando nella direzione di quanto prescritto nel documento, con la modernizzazione della M2, per cui il Comune ha stanziato 20 milioni di euro, lo studio di fattibilità del prolungamento della M5 fino a Monza, l’inizio della sperimentazione delle Linee T, le linee tranviarie che attraverso l’asservimento semaforico (il meccanismo per cui il mezzo trova sempre il semaforo verde al suo passaggio) diventeranno più efficienti e veloci, l’ampliamento delle aree pedonali, la spinta verso una diffusione della mobilità in condivisione, dei mezzi elettrici e della modernizzazione dei sistemi di carico scarico merci. Di questo si parlerà diffusamente il 13 e il 14 novembre allo spazio Base ex-Ansaldo in via Bergognone 34, durante l’evento “Milano Sharing City”, organizzato dal Comune di Milano. 

LE LINEE GUIDA VARATE DALLA GIUNTA NEL 2012

Giunta vara PUMS, con le 10 strategie per la sostenibilità 

Milano, 9 novembre 2012 -  Sono state approvate oggi in Giunta le linee di indirizzo sulle quali si fonderà il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che nasce per dare alla città una vera svolta sostenibile, basata sulle esigenze di mobilità e di qualità della vita di Milano e del suo hinterland. 

Il PUMS sarà ora redatto attraverso un confronto aperto con la città, gli enti locali, gli operatori coinvolti e un Comitato Scientifico, con funzione consultiva, che sarà costituito appositamente dal Sindaco e che, a titolo gratuito, supporterà il Comune nell’elaborazione delle strategie di sviluppo della mobilità. 
Alla base ci dovranno essere 10 strategie: una visione metropolitana, lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture di trasporto pubblico, il potenziamento della rete ferroviaria (in coordinamento con la Regione), l’organizzazione di una nuova viabilità, i principali interventi per una miglior sicurezza stradale (come aree pedonali e isole ambientali), il sostegno alla ciclabilità, la razionalizzazione dell’uso delle auto (da Area C a nuovi sistemi di sharing), l’efficienza del sistema della sosta, una nuova logistica delle merci e il superamento delle barriere architettoniche. 

La svolta sostenibile è resa indispensabile da una Milano che, oggi, conta 55 auto ogni 100 abitanti, un numero decisamente superiore rispetto a grandi città europee come Parigi (25), Berlino (29), Londra (31), Amburgo (33), Monaco (35) o Barcellona (38). Inoltre, nella nostra città oltre il 50% degli spostamenti viene effettuato con il mezzo privato, con una media interna a Milano di soli 4 km (il 50% di questi sono addirittura inferiori ai 2,5 km). 

Per disincentivare l’utilizzo dell’auto in città è necessario porre sempre più attenzione al trasporto pubblico, a partire dai principali nodi di interscambio, perché ogni giorno, da fuori Milano, entrano in città circa 850.000 persone, e dalla riorganizzazione del servizio, perché sia disponibile 24 ore su 24. Inoltre, è indispensabile portare a compimento il progetto di integrazione tariffaria su scala regionale, incentivare sempre più gli abbonamenti mensili e annuali, per trasformare l’utilizzo dei mezzi in un’abitudine quotidiana, e concentrarsi sull’abbattimento delle barriere architettoniche, per garantire piena accessibilità a tutti. Anche l’aumento della velocità commerciale dei mezzi è elemento importante per renderli competitivi rispetto all’auto. Per permetterlo, oltre a provvedimenti come Area C, che ne ha aumentato la velocità tra il 5 e il 6%, l’obiettivo è quello di aumentare l’estensione dei percorsi protetti e controllati da telecamere e proseguire nella strategia di asservimento semaforico, che garantisce tempi di percorrenza migliori e regolarità del servizio.

Oltre al trasporto pubblico, devono diventare vere alternative al mezzo privato anche le biciclette. Per raggiungere questo obiettivo, si punta alla realizzazione di una rete ciclabile diffusa, che possa contare di 300 km di piste e corsie nei primi cinque anni e di 500 km in un decennio, e integrata a un sistema di isole pedonali e Zone 30. Il tutto accompagnato dalla riqualificazione degli itinerari ciclabili esistenti, dall’ampliamento del servizio di bike sharing, che nel 2012 ha cominciato ad uscire dal centro, a garantire un servizio notturno da marzo a ottobre e che nei prossimi mesi raggiungerà oltre 200 stazioni per un totale di 3.700 biciclette in circolazione, e dalla posa di rastrelliere in tutta la città (sono oltre 1000 i nuovi posti installati da aprile a ottobre 2012). 

Nei prossimi anni, inoltre, il mezzo privato dovrà diventare sempre meno competitivo anche rispetto al servizio di car sharing e al servizio di taxi, che deve essere integrato con tariffe e servizi mirati, prestando particolare attenzione agli spostamenti, per esempio, delle donne nelle ore notturne o di chiamate collettive. L’attrattività di questi due servizi passerà anche da un piano di regolamentazione della sosta, che sia in grado di rispondere alla richiesta attraverso i parcheggi di interscambio, la cui importanza è stata grandemente sottovalutata in passato, e quelli in struttura già esistenti, per riqualificare gli spazi pubblici e garantire sempre più spazio alla mobilità sostenibile. Inoltre, si punterà all’introduzione di tecnologie innovative che permettano di individuare parcheggi disponibili in zona, riducendo così anche il traffico generato dalla ricerca.