In piazza Duca D’Aosta la ‘Mela Reintegrata’ di Michelangelo Pistoletto
In piazza Duca D’Aosta la ‘Mela Reintegrata’ di Michelangelo Pistoletto

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In piazza Duca D’Aosta la ‘Mela Reintegrata’ di Michelangelo Pistoletto

L’opera è stata donata dall’artista al Comune ed è stata installata in via permanente davanti alla Stazione Centrale

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Milano, 21 marzo 2016 – ‘La Mela Reintegrata’, opera realizzata da Michelangelo Pistoletto, è stata istallata definitivamente questo pomeriggio in piazza Duca D’Aosta, di fronte alla Stazione Centrale, alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, degli assessori Filippo del Corno (Cultura) e Carmela Rozza (Lavori pubblici), del presidente del FAI Marco Magnifico e dell’artista stesso.

Realizzata nel 2015 da Michelangelo Pistoletto con il sostegno di Fondazione Pistoletto, Cittadellarte e FAI, l’opera era stata posata in via temporanea in piazza del Duomo, nel maggio scorso, in occasione dell’apertura di Expo in città e da giugno era collocata all’interno del Parco Sempione. Grazie ad un accordo tra Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, il FAI e il Comune, ‘La Mela Reintegrata’ è stata donata al Comune di Milano e quindi alla Città.

“Da oggi Milano accoglierà chi arriva in Stazione Centrale con la bellezza e la creatività di una grande opera d’arte, che in questi mesi ha girato la città come testimone dell’impegno per un mondo più rispettoso dell’ambiente e per uno sviluppo che ci avvicini e non ci allontani dalla natura. ‘La Mela Reintegrata’ può essere considerata il simbolo della volontà della nostra città di diventare un modello di sviluppo sostenibile”, afferma il Sindaco Giuliano Pisapia.

“‘La Mela reintegrata’ contribuirà ad arricchire il valore artistico e architettonico di una piazza da sempre nel cuore dei milanesi e porta d’ingresso per i tanti che arrivano nella nostra città. Milano può essere orgogliosa di annoverare un esempio di arte pubblica opera di un artista noto a livello internazionale”, lo dichiarano gli assessori Del Corno e Rozza.

“Il simbolo della mela – dichiara Michelangelo Pistoletto – attraversa tutta la Storia che abbiamo alle spalle, partendo dal morso, che rappresenta il distacco del genere umano dalla Natura e l’origine del mondo artificiale. ‘La Mela Reintegrata’ rappresenta l’entrata in una nuova Era, nella quale mondo artificiale e mondo naturale si ricongiungono generando nella società un equilibrio esteso a dimensione planetaria. Il simbolo della Mela Reintegrata rappresenta la ricomposizione degli elementi opposti: natura e artificio. La mela significa natura; il morso della mela significa artificio, così come lo vediamo utilizzato in un marchio di computer mondialmente diffuso posto ad emblema della tecnologia che sostituisce integralmente la natura. Con La Mela Reintegrata l’artificio assume il compito di ricucire la parte asportata dal morso e ricongiungere l’umanità alla natura, anziché continuare ad allontanarla da essa.”

L’opera, del valore complessivo stimato in 800mila euro, è composta da due elementi: il primo, a forma di mela, è costituito da una struttura portante metallica con una circonferenza di 7 metri e un’altezza di 6 metri. Il secondo, denominato ‘terzo paradiso’, con funzioni di basamento, ha una struttura composta da intelaiatura di metallo. Il peso complessivo dell’opera è di circa 11 tonnellate. La Fondazione  si occuperà della manutenzione ordinaria e straordinaria per 20 anni.

Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sulI’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadrispecchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimenti e successo internazionali, che lo portano a realizzare, già nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella ‘collaborazione creativa’ che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società.

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