Anita Sonego

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Anita Sonego

Gruppo consiliare Sinistra per Pisapia Federazione della Sinistra

Consigliere comunale

Da un paesino in provincia di Treviso sono arrivata a Milano per frequentare l’Università Cattolica entrando, previo concorso, nel pensionato femminile “Marianum” della stessa Università.

Già negli anni precedenti il ’68 vengo eletta come rappresentante studentesca nell’“Intesa”: la lista più democratica presente in quell’università.

Partecipo alla prima occupazione della Cattolica nell’inverno ’67.

Nel ’69 conosco la rivista “il manifesto” e ne seguo il pensiero soprattutto grazie agli scritti di Rossana Rossanda che da allora sarà la mia “maestra” politica.

Mi iscrivo al gruppo del Manifesto -che aveva la sede in Via S. Gottardo- e lavoro politicamente nella zona di Rho poiché insegno alla Media di Lainate.

In questo paese porto avanti con alcune colleghe e colleghi un’esperienza di scuola democratica arrivando all’abolizione dei libri di testo e al voto unico.

Iscritta alla CGIL Scuola divento delegata sindacale anche di zona e quindi sarò eletta al Provinciale.

Partecipo al Consiglio di Zona Rho-Pero come rappresentante della scuola e in quanto tale terrò assemblee nelle varie fabbriche sui “Decreti Delegati” e sui referendum per il divorzio e l’aborto.

Nel frattempo, assieme alle altre femministe, esco dal gruppo del Manifesto denunciando il maschilismo dell’organizzazione e dei compagni.

Da allora partecipo attivamente al movimento delle donne.

Dopo alcuni anni di insegnamento a Quarto Oggiaro passo alle 150 ore: a Bresso e poi a Milano. Durante questi anni assieme ad altre compagne riusciamo a far istituire dal Comune di Milano un biennio per donne (ex 150 ore) e ad accompagnarle all’esame presso un Istituto Tecnico per il Turismo, che supereranno positivamente.

Partecipo alla conduzione di corsi post-obbligo (per donne) 150 ore coordinati dal CEDOS.
Alla fine di questa esperienza –chiusa per adeguamento alla volontà normalizzatrice del Ministero- su pressante richiesta delle ex corsiste, assieme ad alcune femministe diamo vita nel 1987 alla Libera Università delle Donne che verrà in parte sostenuta economicamente dalle giunte di centrosinistra.

Le attività si svolgevano nei Centri Donna (poi smantellati dal centro-destra) nei Consultori (poi normalizzati) e nelle Biblioteche tra cui quella di Cernusco sul Naviglio dove un gruppo di una trentina di donne si incontra tuttora ogni giovedì per studiare e discutere delle varie tematiche proposte.

Per quasi 20 anni sono stata la Presidente della Libera Università delle Donne che, malgrado i tagli totali da parte delle amministrazioni di centrodestra, è riuscita a vivere grazie alle quote associative ed iniziative varie.
Ritenuta, assieme alla Libreria delle Donne, la sola organizzazione di donne che a Milano ha fatto e continua a fare cultura femminista, la Libera Università si occupa in questi ultimi anni soprattutto della presenza delle donne nello spazio pubblico, del tema del lavoro e del precariato e dei diritti civili soprattutto attraverso il gruppo “Soggettività Lesbica” che ho fondato nel 1996.

Chiusa l’esperienza delle 150 ore, dal 1990 ho insegnato Storia dell’Arte e animato attività culturali relative all’arte presso i CRAL di AEM, Sanofi-Aventis e Rizzoli RCS.

Faccio parte del Forum Donne di Rifondazione Comunista partito in cui ho contribuito a costruire il Coordinamento lgbtq “Corpo libero”.

Faccio parte del Comitato Politico Federale milanese di Rifondazione Comunista e del Comitato Politico Nazionale della Federazione della Sinistra.

Eletta nella lista “Sinistra per Pisapia” assieme a Basilio Rizzo, sono capogruppo del gruppo consiliare “Federazione della Sinistra – Sinistra per Pisapia.

Nell’attuale Consiglio Comunale sono stata eletta presidente della Commissione Pari Opportunità e vicepresidente della Commissione Cultura.