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Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte ex Giardino della Villa Comunale

Un bellissimo esempio di giardino “all’inglese” esclusivamente riservato ai bambini e agli adulti se in loro compagnia.
Vista del laghetto
Superficie: 19.000 m2
Anno di realizzazione: 1793
Progettisti: Leopold Pollack, Ettore Silva
Restauro: fine anni ‘90, Ufficio Tecnico Comune di Milano


Storia e Architettura: il giardino è uno dei primi esempi di giardini “all’inglese” realizzati a Milano su commissione del conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso, figura di spicco della nobiltà milanese e della corte asburgica, e su progetto dell’architetto viennese Leopold Pollack, allievo del Piermarini. Come la villa, il giardino risente dell’influenza di dettami innovativi da cui scaturì un progetto molto originale per l’epoca. Determinante fu la supervisione del conte Ettore Silva, grande esperto di giardini e autore del trattato “Dell’arte dei giardini inglesi” del 1801. Durante il periodo napoleonico la villa assunse il nome di “Villa reale” e dal 1921 divenne di proprietà del Comune che ne fece la sede del Museo dell’Ottocento (prima chiamato Galleria d’Arte Moderna). Il giardino, secondo i canoni dello stile paesaggistico, ha un impianto compositivo asimmetrico e sottolinea il trionfo della linea curva su quella retta.


Musei e beni architettonici: il giardino include alcuni edifici significativi: Museo dell’Ottocento, ora Galleria d’Arte Moderna (GAM), esempio di architettura neoclassica; adiacente al giardino il Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC), realizzato da Ignazio Gardella nel 1954 e da lui ricostruito a seguito dell’incendio nel 1993; “follie” di derivazione letteraria in forma di rovine (sarcofago di Laura, Torre del conte Ugolino, Tempietto delle Parche). Gruppi scultorei: “Il santo, il giovane, il saggio” di Adolf Wildt; e “I sette savi” di Fausto Melotti, collocati nel punto in cui il PAC si compenetra nel giardino.


Flora: tra le specie arboree, agrifoglio (Ilex aquifolium), carpino bianco (Carpinus betulus), cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara), ciliegio da fiore (Prunus serrulata ‘Kanzan’), cipresso calvo (Taxodium distichum), gruppi di magnolie (M. grandiflora, M. soulangeana, M. hypoleuca), noce nero (Juglans nigra), ontano nero (Alnus glutinosa), tasso (Taxus baccata).

Tra le specie arbustive gruppi di diverse specie di ortensie (Hydrangea macrophylla, H. quercifolia, H. paniculata), rododendri (Rhododendron spp), viburni (Viburnum spp), forsizia (Forsizia x intermedia), pittosforo (Pittosporum tobira).

Tra le erbacee perenni e le bulbose macchie di aglio orsino (Allium ursinum), emerocallide (Hemerocallis flava), narciso (Narcissus pseudonarcissus), bergenia (Bergenia cordifolia).


Fauna: anatre nel laghetto.


Acqua e dintorni: una cascatella sgorga da un gruppo di rocce, gettandosi in un torrente che attraversa tutto il giardino per confluire in un laghetto ombreggiato dagli alberi con al centro una piccola isola con un Tempietto circolare, dedicato ad Amore, opera di Ettore Silva.

 


FRUIZIONE


Coltura e Cultura

•Percorsi botanici: esiste un percorso botanico, organizzato dalle Guardie Ecologiche Volontarie, che prevede una guida con la descrizione delle principali essenze

•Alberi protagonisti: tra le specie più rare: presenti il falso loto (Diospyros lotus) e l’albero del caffè (Gymnocladus dioica). All’ingresso del giardino vi accoglie un particolare esemplare di bagolaro (Celtis australis) con fusto policormico.

Benessere e sport

•Area giochi: un’area attrezzata

Pausa e caffè

•Chioschi e bar: non sono presenti strutture fisse ma saltuariamente chioschi mobili

Utilità e Servizi

•Area cani: i cani non sono ammessi

•Sicurezza: il giardino è recintato e normalmente presidiato dalle GEV; l’ingresso è riservato ai bambini accompagnati dagli adulti.

•Pavimentazione: in ghiaietto

Info e gestione
Orario:
mag-ott 9-19; nov-apr 9-16
Indirizzo: via Palestro
Come arrivare: in metro con linea M1 (Palestro)

 


Vista del laghetto con Acer palmatum in primo piano
 

Allegati

 
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