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Urbanistica

La pianificazione urbanistica: Il Piano di Governo del Territorio

Una città in trasformazione. Milano: una città che nella metà degli anni Settanta raggiunge 1,7 milioni di abitanti, per poi spopolarsi fino a contare una popolazione residente di 1,3 milioni e, contemporaneamente, vede affermarsi una regione urbana più ampia che conta oggi 3,7 milioni di abitanti. Una città nella quale parallelamente è cresciuta e si è rafforzata la vocazione internazionale, legata non solo alla sua storia e alla sua collocazione, ma anche al livello di accessibilità e alle funzioni urbane di rilievo quali, tra le altre, le università, gli ospedali e i servizi finanziari.

Milano è perciò negli anni cambiata, si è allargata, ha ampliato i confini del proprio essere città, ponendosi al centro della megacittà regione che si estende dal Piemonte ai confini col Veneto.
Tutto questo senza una precisa regia di carattere territoriale, nonostante le energie profuse dall’amministrazione a partire dagli anni Cinquanta con il piano regolatore generale e in seguito con le sue varianti, con riguardo particolare a quella generale approvata nell’80.
Questo in grandissime linee fino al documento di inquadramento delle politiche urbanistiche del 2000 che, pur nei suoi limiti di parzialità rispetto a un disegno complessivo del territorio, ha aperto una nuova fase nella trasformazione della città, introducendo criteri di maggiore flessibilità e semplificazione nelle procedure ai fini dello sviluppo del territorio, con riguardo particolare al criterio della negoziazione che ottimi risultati ha dato alla collettività: oltre due milioni di metri quadrati di aree a verde pubblico realizzato da privati, oltre 29.000 alloggi, di cui circa il 40% convenzionati, e oltre 2.000 alloggi per studenti.

Questo modo di operare si basa però ancora sulla struttura dirigista e antistorica del vecchio PRG  - Piano Regolatore Generale - . Per documentarne inattuabilità e rigidità basti pensare che negli anni ha dovuto subire oltre 300 varianti.
E’ fortemente avvertita pertanto l’esigenza di un riconoscimento. Il mutarsi tra l’altro del quadro normativo, in particolare quello regionale con la legge 12/2005, ne fornisce l’occasione. Ma a questo punto, come coniugare sviluppo del territorio e bene comune, come passare da un approccio dirigista a un approccio riformista e sussidiario?

Un nuovo strumento per il governo del territorio. La sfida è di quelle importanti, di quelle, cioè, che vogliono lasciare il segno. Milano ha l’ambizione di elaborare una riforma urbanistica innovativa con l’approvazione del nuovo Piano di Governo del territorio, qualcosa che non è mai riuscito a nessuna grande città italiana prima d’ora, che consenta la compartecipazione di tutti i proprietari ai vantaggi derivanti dai processi di trasformazione urbana.

Sono sette gli obiettivi principali cui ci si riferisce nel Piano di Governo del Territorio:
• Sviluppare le capacità insediative di Milano
• Migliorare il rapporto tra nodi infrastrutturali e progetti urbani
• Definire una nuova strategia delle aree naturali (cintura e raggi verdi)
• Potenziare il sistema dei servizi
• Introdurre regole semplici ed equitative
• Ridurre il consumo di suolo (densificare)
• Salvaguardare la sostenibilità ambientale e favorire il contenimento energetico.

Sono tre i documenti di cui si compone il nuovo Piano di Governo del territorio:
1. Il Documento di Piano, nel quale l’amministrazione definisce le proprie strategie, i programmi e gli strumenti per perseguirle.
2. Il Piano delle Regole, che organizza e coordina gli aspetti regolamentativi e gli elementi della qualità della città e del territorio.
3. Il Piano dei Servizi, che consente l’armonizzazione tra insediamenti funzionali e il sistema dei servizi e delle attrezzature pubbliche o di interesse pubblico e generale.

Si tratta di uno strumento innovativo che si appoggia a una concezione più descrittiva che non prescrittiva, apre a una molteciplità di opportunità e di obiettivi di trasformazione che costituiscono una soluzione adeguata al problema della regolazione del territorio in un contesto sociale ed economico caratterizzato da forti cambiamenti.
L’attuale sforzo di progettazione dello strumento di regolazione generale della città di Milano mira alla costruzione di un metodo che, a parità di diritti (Piano delle Regole) e con cognizione profonda della condizione urbana (Piano dei Servizi), introduca lo spazio per la definizione delle politiche (Documento di Piano). Non si sentirà più parlare di esproprio ma di perequazione, scambi di capacità edificatoria e presto di borsa dei diritti edificatori come strumenti per operare scelte relative all’assetto urbanistico (localizzazione di servizi, aree a verde, infrastrutture) senza differenziare valori delle aree e diritti dei proprietari.

E’ in buona sostanza la costruzione di un metodo che sia fortemente adeguato all’oggetto (che, attenzione, è in continuo movimento), fuggendo da un’impostazione di disegno a priori che, come ha dimostrato l’esperienza, mai è stato raggiunto.
Dunque Milano si avvia ad avere non solo uno strumento equo ma uno strumento che dirà molto in termini di scelte localizzative e di sviluppo territoriale e che non perderà di vista la coerenza degli obiettivi e l’interesse dei cittadini. In sintesi uno strumento realisticamente riformista.

Il Piano Regolatore Generale vigente

L' ultimo Piano Regolatore. La cartografia del Piano Regolatore Generale vigente, approvato con deliberazione regionale n° 29471 il 26/02/1980, aggiornata con l’inserimento delle successive varianti approvate al 31/03/2008, è disponibile nella sezione "Collegamenti".   
Sono presenti tutti i documenti che costituiscono la cartografia del Piano Regolatore Generale vigente:
· la legenda,
· le tavole degli azzonamenti,
· le tavole di ubicazione dei verdi privati,
· le tavole dei vincoli di altezza per l’operatività dei radar dell’aeroporto di Linate.
La pubblicazione della cartografia è finalizzata ad una consultazione a video delle destinazioni di Piano Regolatore; in fase di stampa degli elaborati grafici potrebbero sorgere alcuni problemi relativi all’adattamento della scala di rappresentazione, di cui non si garantisce l’esatta corrispondenza; si può comunque eseguire il download dei files, pubblicati in formato pdf.

Sempre nella sezione “Collegamenti” è possibile scaricare, a corredo della cartografia di Piano Regolatore, il documento relativo alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG vigente, con le modifiche apportate dalla Variante al PRG approvata in data 05/07/1988.
Ad integrazione di tale normativa, nel documento sono disponibili i collegamenti ai documenti riguardanti le Varianti alle zone omogenee A, A/B2 e B2 del PRG, relative agli artt. 18, 18 bis e ter, 19 bis e ter delle N.T.A., la cui approvazione ha comportato modifiche e integrazioni delle N.T.A. (le varianti hanno assunto efficacia, quindi approvazione definitiva, mediante pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia).

La documentazione sopraindicata è inoltre consultabile e acquistabile in formato cartaceo, presso:
Settore Pianificazione Urbanistica Generale
Servizio gestione della Pianificazione Generale e Organizzazione Dati Urbani
Ufficio informazioni urbanistiche e pubblicazioni
via Pirelli, 39 – 9° piano
orari di apertura al pubblico: lunedì e mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 12.00; mercoledì dalle ore 14.00 dalle 16.30.

Per le Varianti che abbiano comportato modifiche alle NTA vigenti, successivamente al 05/07/1988, il Settore Pianificazione Urbanistica Generale ha predisposto una raccolta di stralcio di normativa in variante, non ancora disponibile in formato digitale, ma acquistabile presso gli stessi uffici, in formato cartaceo.

Gli uffici offrono inoltre un servizio di consulenza generale riguardante la normativa di attuazione del piano regolatore, indirizzando alle strutture interne per le problematiche specifiche.

Il recupero delle Zone omogenee B2

Le Zone omogenee B2 sono 147 aree cittadine, di cui  17 nel centro storico, caratterizzate storicamente da funzioni residenziali e artigianali, con una significativa presenza di ceti popolari. La loro superficie è di oltre 10 milioni di metri quadrati, pari circa il 6 per cento dell'intero territorio comunale. La superficie totale delle aree interessate da interventi rispetto alla superficie totale delle zone omogenee B2 è pari a circa il 9 per cento. Nonostante la loro entità, queste porzioni di territorio sono rimaste a lungo in uno stato di degrado determinato da gabbie legislative e piani regolatori eccessivamente vincolanti, in un quadro di staticità che ha ne fatto per decenni un'occasione mancata per lo sviluppo metropolitano.

Nel 2007 il Comune ha portato a compimento la revisione delle Zone B2 e le ha sbloccate attraverso un deciso snellimento delle procedure. Questa svolta storica ha dato alla pianificazione urbanistica milanese e ai progetti di riqualificazione un impulso senza precedenti a partire dal dopoguerra. Le Zone B2 sono così divenute risorse preziose per una città che ha voglia di mettersi al passo con la modernità orientandola alle esigenze di chi ci abita.

Principale obiettivo del piano di recupero è la qualità urbana. Tra i criteri specificati nella strategia di intervento spicca l'individuazione di immobili da salvaguardare per il loro interesse storico-architettonico. La trasformazione degli ambiti d’intervento prevede inoltre la realizzazione di 2,3 milioni di metri cubi, con un indice che, nel 90% dei casi, è pari a 3 metri cubi per metro quadrato. Solo in casi molto limitati, per specificità morfologiche del tessuto edificato sono stati assegnati indici diversi:

  • 4 o 5 metri cubi per metro quadrato per i casi di cortina interrotta in isolati a densità medio-alta
  • 0,65 mc/mq per i casi di grandi aree ex industriali, in contesti produttivi o, per quegli ambiti di matrice agricola, ai margini della città, con bassa densità edilizia
  • 1 mc/mq per i casi, in contesti particolari, caratterizzati da edifici storici.

In queste zone troveranno posto circa 23mila nuovi abitanti “inseriti” in un mix funzionale di edilizia residenziale e attività compatibili.

Nuclei di antica formazione

Lo studio urbanistico inerente i Nuclei di Antica formazione, sia centrali, sia periferici, si è dato  due obiettivi principali: la tutela del patrimonio storico, artistico, architettonico e lo snellimento delle procedure di attuazione.
Per la tutela del patrimonio storico/architettonico la metodologia dello studio urbanistico è stata impostata secondo più fasi interconnesse.
Una di queste fasi è la redazione di schede, relative agli edifici individuati, come degni di salvaguardia.
Le schede sono 600, e riportano dati che forniscono una identificazione e descrizione del bene: indirizzo, vincoli, notizie storiche, tipologia dell’edificio, caratteristiche artistico/architettoniche/ ambientali, caratteristiche tecnico/costruttive.

Pubblicazioni urbanistiche

Pubblicazioni urbanistiche on line. Le pubblicazioni urbanistiche si possono trovare all’interno della "Area Bandi, Pubblicazioni urbanistiche e Avvisi".

Per favorire la partecipazione e l’accesso al procedimento di elaborazione dei progetti urbanistici adottati e/o approvati, sono disponibili in questa sezione gli avvisi relativi all’avvio di procedimento o all’avvenuta adozione e approvazione degli strumenti urbanistici previsti dal Piano Regolatore Generale vigente o da una sua variante. 
Le modalità di accesso agli atti sono definite negli avvisi di pubblicazione. E’ possibile, inoltre presentare eventuali istanze ai fini della determinazione delle scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale, nel caso dell’avvio di procedimento o di presentare osservazioni, nel caso dell’avvenuta adozione dello strumento urbanistico.

E’ inoltre presente uno storico delle pubblicazioni urbanistiche, scadute ai fini della presentazione di istanze e/o osservazioni, comunque consultabile per conoscere l’iter di approvazione degli strumenti urbanistici.

Documentazione Urbanistica

Dove trovare la documentazione urbanistica on line. Le informazioni relative ai provvedimenti urbanistici di carattere generale e di maggiore rilevanza sono disponibili  nell'area "Ho bisogno di" alla voce "Conoscere la pianificazione urbanistica > Documentazione Urbanistica", oppure alla voce "Documentazione Urbanistica" nella sezione Siti Utili.

 

Collegamenti

Siti Utili

 
   
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