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Home > News >Tutte le notizie >Presidente del Consiglio comunale > L’Albero della libertà per il popolo iraniano a Palazzo Marino

Consiglieri vogliono striscione il 13 luglio

L’Albero della libertà per il popolo iraniano a Palazzo Marino

Donato al Presidente del Consiglio comunale dagli studenti iraniani a Milano, dal giornalista dissidente Ahmad Rafat, dal Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia Daniele Nahum e dal Presidente dell’Associazione Annaviva Matteo Cazzulani
Il Presidente Manfredi Palmeri,  Ahmad Rafat, Daniele Nahum e Matteo Cazzulani
Milano, 2 luglio 2009 – Crescerà sulla terrazza di Palazzo Marino “l’Albero della libertà” per il popolo iraniano: un ficus benjamino sempreverde dell’Asia donato al Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri dagli studenti iraniani a Milano, dal giornalista dissidente Ahmad Rafat, dal Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia Daniele Nahum e dal Presidente dell’Associazione Annaviva Matteo Cazzulani.

“La nostra città vuole accendere una luce sui diritti umani negati in Iran – ha spiegato Manfredi Palmeri – grazie all’impegno di donne e uomini con storie, sensibilità e culture diverse: insieme condividiamo la responsabilità verso i nostri fratelli iraniani privati della libertà e della democrazia, cui Milano si sente vicina”.  

Le consigliere di Palazzo Marino, inoltre, hanno lanciato un manifesto-appello che sarà divulgato alla cittadinanza, ricordando le parole della sorella di Neda e invitando tutti a partecipare a un presidio in piazza della Scala lunedì 13 alle 18.00.  

Il Presidente Palmeri ha ricevuto la proposta dell’Ugei di intitolare una via di Milano agli studenti che persero la vita nella grande manifestazione di piazza a Teheran il 9 luglio 1999, annunciando che è stata depositata al riguardo una mozione in Consiglio comunale.  

La proposta unanime della Conferenza dei Capigruppo insieme alle consigliere comunali è di esporre il prossimo 13 luglio sulla facciata di Palazzo Marino una gigantografia con la foto di Neda, la ragazza uccisa lo scorso giugno e divenuta il simbolo della protesta contro il regime in Iran: “Lo striscione – ha detto il Presidente Palmeri – può essere un gesto, non solo simbolico, di speranza per il futuro dell’Iran, con il pensiero rivolto a tutti coloro che, con il coraggio della verità, delle parole e delle coscienze, stanno lottando per cambiare la storia”.

 



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