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Salute

"Tutela dei pazienti nel totale rispetto della privacy"

L’assessore alla Salute Landi di Chiavenna in risposta alle accuse di voler ridurre la salute mentale a un problema di ordine pubblico
Milano, 5 dicembre 2008 - Capire le fragilità psicologiche della città per arrivare a tutelare innanzitutto la salute dei pazienti psichiatrici che troppo spesso non sono seguiti in maniera adeguata. Sono le finalità di carattere scientifico del “tavolo per la prevenzione della pericolosità sociale". I dati rilevano che esiste un disagio che non deve essere ignorato, ma affrontato nelle opportune sedi". Così è intervnuto l’assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, in risposta alle accuse di voler ridurre la salute mentale a un problema di ordine pubblico dei consiglieri Giuseppe Landonio e Ines Patrizia Quartieri, che hanno presentato due interrogazioni in Consiglio Comunale.

L’iniziativa tutela innanzitutto gli stessi pazienti che sono vittime di violenza più delle cosiddette persone sane. E tutela, quindi, anche le famiglie dei pazienti che spesso si trovano a dover prestare loro assistenza senza essere supportati a sufficienza dagli specialisti competenti.

"L’altra esigenza è tutelare la sicurezza della collettività: vogliamo dare delle risposte più concrete e garantire un maggiore controllo sul territorio, visto che da questo punto di vista c’è un vero e proprio vuoto normativo. Infatti, dopo il trattamento sanitario obbligatorio può succedere che queste persone vengano lasciate sole e, oltre a danneggiare se stesse, possano in alcuni casi diventare fonte di pericolo anche per la società. Dobbiamo valutare con attenzione luci ed ombre della legge Basaglia e cercare di colmare questo vuoto legislativo. E’ chiaro che per fare questo coinvolgeremo anche le altre istituzioni regionali e le associazioni dei familiari dei malati.

"Le accuse che mi sono state fatte di voler schedare i pazienti psichiatrici, creando delle “liste di proscrizione” sono totalmente infondate. Dall'Assessorato alla Salute - ha spiegato l'assessore Landi di Chiavenna - non è mai partita alcuna richiesta ai dipartimenti di salute mentale circa i nomi dei soggetti pericolosi per essere seguiti meglio. Il fine è da una parte cercare di rilevare il sommerso, dall’altra seguire e curare meglio quei pazienti che rischiano di mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella altrui". Nel documento istitutivo del “tavolo”, infatti, non si parla di raccolta dei nomi, non si parla di liste di pazienti pericolosi, ma si prevede un piano operativo sinergico tra i DSM, il 118, le forze dell’ordine e il Comune di Milano affinché le procedure che governano, secondo le leggi attuali, il T.S.O., l’A.S.O. e gli interventi in urgenza-emergenza, siano rese più efficaci, efficienti e tutelanti il paziente stesso, gli operatori specialistici che sono tenuti a intervenire, i familiari del paziente e il contesto sociale in cui la situazione di emergenza si viene a creare.

All’interno del documento è anche prevista la formazione degli operatori delle forze dell’ordine affinché possano in modo sempre più attento effettuare interventi di soccorso, accoglienza, valutazione e orientamento al trattamento”.
“Ma c’è un punto sul quale dobbiamo tutti non solo concordare ma essere quanto mai vigili e attenti: il disagio mentale, in città come Milano, assume le forme più diverse. Ne abbiamo per esempio avuto un importante riscontro nella realizzazione di quel Libro Bianco sullo stress a Milano che avevo annunciato prima dell’estate e che ora è pronto. Lo presenteremo in gennaio, è stato un lavoro complesso ma posso dire che si tratta di una ricerca certamente unica nel suo genere in Italia e forse anche nel mondo. Disagio mentale, disturbi, stress, la gente in qualche modo “non sta bene”. Dobbiamo fare qualcosa, oltre che fotografare la situazione e analizzarla. Ecco, credo che lo psicologo di quartiere sia una idea geniale nella sua ovvietà: uno psicologo a disposizione della gente, nelle farmacie, dove la gente va proprio quando sta male, un punto di ascolto per il benessere dei milanesi”.



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