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L'archivio professionale dell'architetto Francesco Gnecchi Ruscone

Luogo di conservazione: CASVA


La documentazione presente nel fondo copre un arco cronologico compreso tra il 1947 e il 2003, anno in cui l’architetto chiude ufficialmente il proprio studio, pur mantenendo alcuni incarichi professionali.
Si tratta di un fondo molto ricco che, pur essendo stato oggetto di alcuni scarti nel corso degli anni (determinati principalmente dai traslochi dello studio), ha conservato una documentazione professionale sostanziosa, articolata nei tre nuclei principali della corrispondenza, del materiale fotografico e dei disegni.

E' possibile individuare nel fondo alcune linee portanti. L’arco cronologico coperto, dal Dopoguerra ai giorni nostri, permette di seguire l’evoluzione della professionalità di Gnecchi-Ruscone dalle prime commesse tipiche della ricostruzione –edilizia residenziale per il ceto medio ed edilizia sovvenzionata- agli edifici del centro storico per una committenza medio e alto-borghese, fino ai grandi complessi residenziali, per lo sport e per il tempo libero degli anni Ottanta e Novanta.
Vasta e multiforme è l’attività dell’architetto, che spazia dall’urbanistica al restauro, dalla progettazione di interni all’insegnamento universitario (presso il Politecnico di Milano, con incarichi anche all’università di Yale), dal design alla progettazione di edifici scolastici, vedendo sempre una larga partecipazione al dibattito culturale milanese (per esempio attraverso l’impegno per le Triennali e presso il Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano).
Non c’è alcuna incoerenza fra l’internazionalità della formazione e delle esperienze via via maturate in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Africa -fatto questo che caratterizza Gnecchi-Ruscone rispetto alla maggior parte dei professionisti della sua generazione- e la profonda e radicata “milanesità” espressa nei numerosi edifici costruiti a Milano, e nell’amorevole interesse per le manifestazioni dell’architettura e dell’urbanistica cittadine. Si tratta in entrambi i casi di uno sguardo attento al radicamento dell’architettura nell’ambiente naturale, urbanistico e culturale, secondo l’atteggiamento caro all’amico e maestro Rogers.

All’interno del complesso e multiforme percorso di Gnecchi-Ruscone, così come documentato dalle carte del suo archivio, sembra possibile indicare alcuni momenti di emergenza che sostanziano l’originalità e la rappresentatività del fondo rispetto alla storia dell’architettura e del professionismo nella Milano del secondo Novecento.

La componente internazionale

Dopo la laurea presso il Politecnico di Milano, Gnecchi-Ruscone partecipa in qualità di segretario di una sezione al CIAM di Bergamo, e a partire da questa prima esperienza, anche grazie alla conoscenza delle lingue straniere, viene invitato a collaborare con l’Architectural Association di Londra, dove lavora nel biennio 1949-1950 e ancora nel 1959. Più avanti viene invitato a insegnare a Yale (nel 1965 e 1967); collabora con l’Ecole Polytechnique d'Architecture et Urbanisme di Algeri (1970-71); intreccia relazioni di partnership con molti studi di architettura ed engineering con sedi in varie città europee, come l’Intarco, la Planark e l’Equator; svolge numerosi incarichi professionali all’estero, fra cui alcuni in Uganda, URSS, Tanzania, Inghilterra, Francia.
Si tratta di un imprinting duraturo e radicato, precoce rispetto all’apertura internazionale di molti architetti della generazione di Gnecchi, che apre a frequenti occasioni di scambio e dialogo con professionisti e teorici stranieri.

Essere olivettiano

Uno dei primi incarichi di Gnecchi-Ruscone è quello per l’UNRRA-CASAS, l’ente urbanistico orientato alla rivitalizzazione dei centri rurali del Mezzogiorno fondato da Adriano Olivetti. Per l’UNRRA-CASAS Gnecchi-Ruscone lavora dal 1951 a 1954 in qualità di Segretario Tecnico, vivendo a Roma e viaggiando molto soprattutto nel Mezzogiorno e in Sardegna.

La ricerca nell’ambito della prefabbricazione

Una delle voci principali dell’attività professionale di Gnecchi negli anni Sessanta e oltre è la ricerca nell’ambito della prefabbricazione. In particolare, l’architetto mantiene stretti rapporti con l’Inghilterra, facendosi promotore in Italia della diffusione del sistema CLASP, e collabora con l’IRCOM di Roma. Un capitolo importante è l’utilizzo della prefabbricazione nell’ambito dell’edilizia scolastica (Gnecchi partecipa, fra l’altro, al Gruppo di lavoro sull’Edilizia Scolastica promosso dalla Regione Lombardia nel 1978-79).

L’insegnamento al Politecnico

Dal 1963 al 1980 l’architetto svolge attività di insegnamento presso il Politecnico di Milano: prima come assistente di Ernesto Nathan Rogers alla cattedra di Elementi di Composizione (1963-65, supplendolo negli anni accademici 1968-69 e 1969-70), poi come assistente di P.G. Castiglioni al corso di Composizione Architettonica (1965) e docente di Elementi di Composizione dal 1965 al 1980. All’insegnamento Gnecchi-Ruscone dedica grandi energie e passione, prendendo parte attiva alla vita dell’ateneo e al dibattito culturale ad essa legato (si veda, per esempio, la partecipazione al dibattito sulla riforma del curriculum di studi negli anni della contestazione), come dimostrano le interessanti corrispondenze conservate in archivio.

Architetture per lo sport

Grande passione dell’architetto, lo sport occupa una parte rilevante della sua attività professionale: oltre alla partecipazione, spesso in ruolo dirigenziale, a numerose associazioni e enti di promozione della cultura sportiva, Gnecchi-Ruscone progetta numerosi edifici, raramente realizzati, fra cui un Palazzo del Ghiaccio a Cinisello Balsamo (1975-77), un centro sportivo a Tamanrasset, Algeria (1985), un campo tiro con l'arco a Torino (1980) e a Tirrenia (1986-87), redige il Piano dello Sport e il censimento degli impianti sportivi del Comune di Monza (1994-96).

La “milanesità”: partecipazione alle Triennali, committenza industriale e borghese per una città moderna

Profondamente intrecciata con la vita culturale e con i modi espressivi milanesi è la vita professionale di Gnecchi-Ruscone, che, pur con il caratteristico atteggiamento di ironico ed elegante “understatement” che gli è proprio, prende sistematicamente parte alle occasioni di dibattito promosse dalla città: dalle Triennali (partecipa alla IX, alla X e alla XII edizione) alla partecipazione al Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, per il quale dirige anche in anni recenti il bollettino ufficiale (“Il Giornale dell’Ingegnere”). Gnecchi fa anche parte della Commissione Edilizia nel 1972-79 e della Commissione Comunale per l'Arredo Urbano nel 1979-80.
Al di là delle occasioni “pubbliche”, numerose sono poi le occasioni promosse dalla committenza privata e industriale tipica di quella società milanese che nel secondo Novecento promuove un restyling radicale della città nei suoi aspetti materiali e immateriali. Ne sono esempio gli interventi per la Pirelli (filiale di Cagliari, 1963-65; torre di controllo a Lainate, 1963-68; torre di controllo a Vizzola, 1968-70) o i numerosi edifici residenziali nel centro di Milano, come quello di viale Elvezia (dal 1958, con Eugenio Gentili Tedeschi) o come l’ampliamento dell’edificio di via Visconti di Modrone-via Mascagni (1974-75).

Fra le ville venete e la Costa Azzurra: un pacato “savoir vivre”

Senza mai scadere nell’ostentazione cui la committenza prestigiosa avrebbe potuto far indulgere, Gnecchi realizza anche alcuni progetti per clienti appartenenti a un ”jet set” mondano che riconosceva all’architetto le qualità di eleganza e di controllo linguistico necessarie a progetti di grande visibilità anche mediatica. Lo studio per l’illuminazione dello yacht dell’Aga Kahn o il restauro di villa Chiericati a Longa di Schiavon per la miliardaria collezionista americana Evelyne Lambert non sono che alcuni esempi di progetti commissionati da una clientela con grande disponibilità di mezzi, cui spesso Gnecchi è legato anche da vincoli di amicizia personale che trasformano il progetto architettonico in una vera e propria, proficua collaborazione.

Il fondo Gnecchi-Ruscone è stato oggetto di una catalogazione scientifica con programma della Regione Lombardia Sesamo 4.1. che ha riguardato la sua totalità. Il catalogo del fondo è consultabile presso il CASVA e sul portale http://lombardiabeniculturali.it/archivi.
La pubblicazione L'archivio dell'architetto Francesco Gnecchi-Ruscone presso il C.A.S.V.A., a cura di A.C. Cimoli, Milano 2004 ("Quaderni del C.A.S.V.A., 2). contiene l'inventario dell'intero fondo (9521 documenti di testo, 8598 disegni, 4094 documenti fotografici e 3 plastici).
L'archivio è censito in: Graziella Leyla Ciagà (a cura di), Il censimento delle fonti. Gli archivi di architetura in Lombardia, Milano 2003, p. 94 (Quaderni del C.A.S.V.A., 1).
 
   
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